Xylella Fastidiosa: necessario agire subito contro il batterio che fa seccare gli ulivi

Di , scritto il 25 Novembre 2013

xylella uliviIl Salento è da qualche mese in grave allarme per il problema della Xylella Fastidiosa, un batterio che provoca una grave propria patologia negli ulivi. L’infezione al momento interessa circa 8000 ettari di territorio (su 90000 destinati alla coltivazione dell’olivo), ovvero circa 6000 piante. Tutto è iniziato quando è comparso un disseccamento anomalo delle foglie, con un imbrunimento della parte legnosa dei tronchi e dei rami e un deperimento complessivo della pianta.

Subito la comunità scientifica ha cercato di identificare una serie di elementi che potrebbero avere inciso negativamente sulla salute degli ulivi, individuando questo batterio, o meglio un suo ceppo specifico, che attacca soltanto alcune piante, tra cui l’olivo. La Xylella è del resto frutto dei processi di globalizzazione: con l’estrema mobilità nel mondo di piante, merci e persone possono arrivare anche temibili agenti eziologici come questo. In particolare la Xylella Fastidiosa proviene dal continente americano: in California da un secolo a questa parte crea problemi ai vigneti, mentre nel Sudamerica (soprattutto in Brasile) attacca piuttosto gli agrumi.

Il prezioso olio di oliva del Salento non è in pericolo dal punto di vista qualitativo. Il problema è che gli ulivi che muoiono non producono più e che con il loro diradamento muore un ambiente, un paesaggio, un’economia. Da qui l’urgenza di avere presto tra i fitopatologi le idee molto chiare su come fare per fermare questo batterio. Sicuramente le piante malate devono essere eliminate, sterilizzando anche le lame con cui vengono tagliate per non propagare oltre l’infezione. E poi occorre creare una sorta di cordone sanitario per un problema che non è soltanto della Puglia, ma di tutto il Paese.


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