Spugne rivestite di nano-particelle per ripulire il mare

Di , scritto il 24 Luglio 2012

Un’ulteriore riprova del fatto che le nanotecnologie sono sempre più al servizio dell’ambiente e che l’Italia è all’avanguardia in questo settore ci viene da un’importante novità messa a punto dall’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) di Genova.

Stiamo parlando di una spugna al tempo stesso oleofila (cioè, capace di assorbire gli oli) e idrofobica (ovvero, che respinge l’acqua). Il motivo per cui questo tipo di spugna a base di schiuma di poliuretano (del tutto simile a quelle che usiamo  quotidianamente) sia permeabile agli oli e capace di assorbirne fino a 13 volte il suo peso senza invece assorbire acqua, sta nel fatto di essere rivestita di particolari nanoparticelle.

Ma non è finita qui: queste spugne rivestite rispondono ai campi magnetici, perciò possono essere guidate a distanza, come si può vedere nel breve video qui sotto.

Il progetto, sviluppato da un team di chimici e ingegneri specializzati in nanotecnologie nel giro di nove mesi sarebbe stato straordinariamente utile nel caso di disastri ambientali come l’esplosione della Deepwater Horizon avvenuta nel Golfo del Messico nel 2010, ma potrà esserlo in futuro per rimediare alle fuoriuscite di petrolio o di carburante da navi o petroliere.


1 commento su “Spugne rivestite di nano-particelle per ripulire il mare”
  1. Martina ha detto:

    Grandioso! è una straordinaria tecnologia: molto utile,e come hai scritto anche tu,lo sarebbe stata anche quando nel 2010 è esplosa la piattaforma Deepwater Horizon. Finalmente la tecnologia offre un aiuto anche all’ecologia…


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