Littering e abbandono di rifiuti – linee guida per contrastarli

Di , scritto il 24 Gennaio 2018

Col termine littering si intende la riprovevole pratica di disfarsi di piccoli rifiuti gettandoli a terra o abbandonandoli nella natura. Purtroppo il fenomeno è assai diffuso nel nostro paese e il risultato è visibile quotidianamente sui marciapiedi delle nostre città, nei parchi, sul ciglio delle strade, dei fiumi, sulle spiagge, nel mare, sui sentieri di montagna.

Il litter è costituito soprattutto da chewing gum, bottiglie, lattine, tetrapak, fogli e pezzi di carta, mozziconi di sigarette, buste di plastica, avanzi di cibo e piccoli imballaggi. Le ripercussioni di questa enorme massa di rifiuti eliminati impropriamente (e in maniera illegale) ha pesanti ripercussioni: inquinamento ambientale, degrado, danno estetico e altissimi costi di igiene urbana.

Le radici del fenomeno possono essere analizzate sotto vari punti di vista: non solo ecologico (quale è l’impatto ambientale), ma anche psicosociologico (chi abbandona oggetti, perché lo fa), economico (abbandono dei rifiuti “organizzato”), legislativo (quale può essere il ruolo di sanzioni, pattugliamenti, guardie ecologiche, corpo forestale, polizia ecc.). Una soluzione semplice non è facile da trovare ma implica sicuramente una sinergia tra cittadini e amministrazione, con opportune strategie di contrasto.

In un convegno tenutosi nello scorso mese di novembre il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha presentato delle linee guida per la comunicazione contro il littering, rivolte in maniera particolare agli enti pubblici, che comprendono una rassegna di buone pratiche in materia di comunicazione anti-littering. Chiunque lo desideri può scaricarne la versione pdf gratuita su questa pagina del sito Edizioni Ambiente.

Il documento evidenzia l’importanza di campagne di comunicazione che scelgano i canali comunicativi adatti a colpire il “destinatario” nei momenti “morti” (ad esempio manifesti o installazioni presso le fermate dei mezzi pubblici, le campagne virali sui social media). Meglio concentrare la campagna su un target molto specifico di cittadini, ad esempio i fumatori. Anche se potrà sembrare strano, le campagne devono mirare a creare una consapevolezza dell’esistenza stessa del problema, poiché esiste una sorta di assuefazione al comportamento sbagliato, come ad esempio il gettare a terra i mozziconi di sigarette – che si traduce in una sorta di autoassoluzione.



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