Concimare il giardino: compost e altri concimi naturali

Di , scritto il 23 Marzo 2012

Sono due i periodi in cui è importante concimare il proprio orto o giardino: il primo è l’autunno, quando è necessario arricchire ed emendare la qualità del terreno prima delle gelate.

E poi la primavera, il momento in cui i terreni devono essere dinamizzati. Quando, proprio come in questi giorni, iniziano a fiorire le piante, non bisogna assolutamente smettere di concimare e pacciamare. Le nostre piante, anche se dopo la potatura assomigliano più a pali che a alberi, hanno particolarmente bisogno di sostanze ricostituenti, anche perché l’acqua piovana (o da scioglimento delle nevi) e l’acqua del rubinetto nel frattempo hanno portato via un buono strato di humus. Per questo, oltre a essere ripulite da foglie e erbacce, la superficie intorno alla pianta deve essere alimentata con terriccio, compost o altri concimi naturali, come ad esempio gli strati di fondo dei pollai oppure (per chi abita in città) di pollina in sacchi (che puzza meno e si trova facilmente nei garden center). Altri ottimi concimi naturali sono la cenere di camino e ovviamente lo stallatico – se ce la fate a sopportare l’odore.

Ma il concime naturale per eccellenza resta il compost, il fertilizzante naturale derivante dalla fermentazione dei rifiuti in ambiente aerato. Un concime economico (quasi gratuito) ed efficace, che oltretutto contribuisce a diminuire la massa di rifiuti domestici che dovranno essere portati in discariche o inceneritori.

Abbiamo già parlato dei principi base del compostaggio, spiegando bene che cosa si può compostare e qual è la differenza tra biodegradabile e compostabile. Per chi non avesse grandi spazi a disposizione, basta utilizzare un secchiello in cui recuperare gli avanzi vegetali di cucina, i fondi di caffè e le bustine di tè usate (private dell’eventuale punto metallico) e poi aggiungervi foglie, rametti secchi, fiori morti: per un buon compost occorre infatti una parte secca e una marcescibile.

Il motivo per cui sopra abbiamo specificato di utilizzare avanzi vegetali, è che le proteine animali nel degradarsi diventano molto puzzolenti, a differenza di quanto avviene alla morte delle piante. Quindi: uova, carne, formaggi, pesce sono sì ottimi ingredienti per il compost, ma non per quello da balcone.

Comunque, la decomposizione avviene nel giro di un paio di mesi. Perciò occorre organizzarsi in modo da non rabboccare continuamente il contenitore, ma da riuscire a fabbricare regolarmente una certa quantità di compost per il giardino. Quando la materia prodotta è praticamente secca e non puzza più, significa che il processo di composizione è completato e il nostro miglior fertilizzante a chilometri zero è pronto per essere sparso.



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