Cosa è la certificazione energetica e quanto costa

Di , scritto il 22 Dicembre 2021
certificazione energetica

Di certificazione energetica sentiamo spesso parlare negli ultimi tempi. Il motivo è legato al fatto che, oggi come oggi, l’interesse nei confronti delle strade che permettono di ottimizzare l’impatto ambientale degli edifici è altissimo. Ecco perché il legislatore ha predisposto un documento che può essere considerato a tutti gli effetti come una carta di identità delle prestazioni energetiche di un edificio, sia esso un appartamento piuttosto che una villetta.

La scala di classificazione

Un aspetto essenziale da considerare quando si parla della certificazione energetica è la scala di classificazione. Quest’ultima, è stata interessata da modifiche entrate in vigore a partire dal 1° ottobre 2015 con l’istituzione del nuovo APE. Ecco cosa prevede:

  • Dieci classi. Si tratta rispettivamente di  A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G. Nel caso dell’A4, si ha a che fare con il maggior livello di efficienza energetica. La classe energetica G, invece, è la più bassa.
  • Parliamo di un indice che tiene conto non solo dell’utilizzo di energia non rinnovabile per la climatizzazione invernale, ma anche dell’impiego di energia finalizzata alla ventilazione, così come alla copertura delle esigenze relative alla climatizzazione estiva.

Certificazione energetica: quando è obbligatoria?

La certificazione energetica o APE è un documento molto importante, la cui redazione risulta obbligatoria in numerosi casi. Eccone alcuni:

  • Compravendita Immobiliare
  • Donazione immobiliare
  • Affitto
  • Pubblicazione di annunci finalizzati alla vendita o alla locazione di un immobile
  • Ristrutturazioni che interessano oltre il 25% dell’involucro dell’edificio
  • Richiesta del superbonus
  • Richiesta dell’ecobonus o di altre agevolazioni legate all’efficientamento energetico

Esistono delle sanzioni in caso di mancanza dell’APE? Assolutamente sì! Vediamo l’esempio delle compravendite. In questi frangenti, qualora la certificazione energetica non dovesse risultare allegata al contratto, si avrebbe a che fare con multe dai 3.000 ai 18.000 euro. Fondamentale è ricordare che, rispetto al passato, in assenza di APE il contratto non si considera nullo.

Chi la redige?

La certificazione energetica viene redatta da un professionista specializzato nella progettazione di edifici. Si può trattare di un architetto, ma anche di un geometra o di un ingegnere. Dal punto di vista legale, il soggetto in questione è definito come certificatore energetico.

Entrando nel vivo dei compiti di questa figura, è il caso di ricordare che, attorno al suo lavoro, ruotano diverse responsabilità. Nel caso in cui il professionista in questione dovesse sbagliare nel processo di assegnazione della classe energetica, può andare incontro a sanzioni. Nello specifico, si può parlare di multe pari al 70% della parcella richiesta in caso di riconoscimento della responsabilità amministrativa e disciplinare.

Si può richiedere l’APE online?

La risposta è affermativa: la certificazione energetica online può essere richiesta senza problemi. La durata è sempre pari a dieci anni. Quando si sceglie questa strada, si ha ovviamente a che fare con il vantaggio della riduzione dei tempi. Il documento, infatti, può essere ottenuto in circa 48 ore.

I costi

A questo punto, non resta che parlare dei costi dell’APE. Per una certificazione energetica, si spendono indicativamente 150 euro. Attenzione: si tratta di un’indicazione di massima. Le cifre specifiche, infatti, possono cambiare a seconda della città dove si trova l’edificio da certificare. Dove, in media, si paga di più? Dati alla mano, le cifre più alte riguardano le Regioni settentrionali e gli edifici situati nelle città metropolitane di grandi dimensioni.

Anche le dimensioni e la tipologia dell’edificio sono aspetti che contano. Chiaro è che la redazione dell’APE per un bilocale avrà un costo diverso rispetto alla certificazione energetica di un capannone di diverse centinaia di metri quadri. Fondamentale è rammentare che, in presenza di una planimetria irregolare, la parcella del certificatore energetico è mediamente più alta rispetto alle situazioni in cui, invece, la pianta dell’edificio è regolare. Infine, bisogna considerare i costi dello spostamento dagli uffici tecnici.


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