Qualche chiarimento su PFU e contributo pneumatici fuori uso

Di , scritto il 22 Novembre 2013

pneumatici discaricaL’acronimo PFU nasce nel momento in cui si fa viva l’esigenza di provvedere allo smaltimento degli Pneumatici Fuori Uso. Perché incrementare il riciclo dei rifiuti trasformandoli in qualcos’altro è un diritto/dovere di tutti, oltre che qualcosa di ecologicamente ed eticamente corretto. E’ evidente che il problema dello smaltimento degli pneumatici esiste da sempre, ma si è fatto ancora più importante negli ultimi decenni dato l’aumento della popolazione e, soprattutto, dei veicoli circolanti. Bisogna ammettere che il primato detenuto dall’Italia in Europa non ci fa certo onore: possediamo circa 60 auto ogni 100 abitanti. Il che si traduce in circa 37 milioni di auto in circolazione, ovvero 148 milioni di pneumatici. Senza contare gli altri mezzi che viaggiano sulle nostre strade. E’ proprio per questo che nel 2011, un Decreto legge ha stabilito gli estremi per lo smaltimento ed il recupero degli pneumatici fuori uso (PFU).

PFU, che cosa stabilisce il descreto
Il Decreto Legge per lo smaltimento degli PFU ha stabilito l’applicazione di un contributo obbligatorio a carico degli utenti finali, cioè di coloro che acquistano le gomme nuove.
Tre sono gli obiettivi più importanti che si vogliono raggiungere in questa maniera:
1)    garantire la gestione dello smaltimento degli PFU a favore dell’ambiente
2)    combattere le discariche abusive
3)    favorire la trasformazione degli PFU in energia e materiali

I contributi per lo smaltimento vengono pagati anticipatamente da chi acquista gli pneumatici ai rivenditori che, a loro volta, lo hanno pagato alle case produttrici che, a loro volta, lo verseranno ai consorzi creati appositamente per raccogliere i fondi PFU e provvedere alla corretta gestione dello smaltimento, evitando la dispersione degli PFU nelle discariche abusive.

L’obiettivo dei suddetti consorzi è ottenere entro la fine del 2013 il controllo del 100% delle gomme vendute. A tal fine, il Decreto Legge del 2011 stabilisce l’obbligo per ogni produttore o importatore di dichiarare all’autorità competente – il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare – la quantità e le tipologie di pneumatici immessi sul mercato.

Ma quanto si paga? Dipende dai consorzi. Per le auto, la cifra si aggira intorno ai 2,35-2,90 Euro + IVA. Per le moto è all’incirca la metà. Decisamente più importante il contributo per i mezzi pesanti.

Dove finiscono le gomme fuori uso?
Una volta andato a buon fine il recupero degli PFU, il destino della gomma è il riciclo per la produzione di energia oppure di nuovo materiale. Nel primo caso, gli pneumatici vanno ad alimentare i forni dei cementifici o finiscono nelle centrali per la produzione di energia elettrica. Nel secondo caso, vengono trasformati in polvere o granuli e reimpiegati per la produzione di attrezzature sportive o di particolari pavimentazioni con proprietà antiscivolo e fonoassorbenti.

Sia che si siano acquistati gli pneumatici online o presso un rivenditore tradizionale, occorre consegnare gli pneumatici fuori uso ai gommisti da cui, gratuitamente, i consorzi creati per gestire il processo di smaltimento ritirano le gomme.


5 commenti su “Qualche chiarimento su PFU e contributo pneumatici fuori uso”
  1. Marco Scarcia ha detto:

    Grandioso!!!!!
    Pago il PFU quando acquisto i pneumatici online;
    Pago il PFU al gommista che me le monta;
    Dulcis… In fundo…. Le gomme usate sono nel mio garage perché invernali e sono ancora al 60% ma non posso circolarci nelle stagioni estive!!!!
    Questa secondo voi è ecologia? Riciclo?
    Complimenti!!!!

  2. aldo ha detto:

    Il gommista monta gli pneumatici nuovi e ritira quelli fuori uso per poi effettuarne lo smaltimento, quindi è a lui che andrebbe versato il contributo previsto dal DM 11/4/2011 n. 82 e non all’azienda (on line o sul territorio) da cui l’utente li acquista, la quale vende pneumatici ma non smaltisce quelli usati dell’utente a cui ha venduto i nuovi.
    Così potrebbe funzionare meglio.
    Saluti.
    Aldo

  3. Antonio ha detto:

    E’ questa la novità, il contributo sia paga all’acquisto e non bisogna quindi pagarlo al gommista che non che nel versare gli pneumatici non paga nulla,quindi se vi chiede il contributo è lui ad essere disonesto. Io invece trovo la legge molto intelligente perchè evita che gommisti disonesti prendano il contributo dai clienti e poi vadano a versare le gomme in discariche abusive.

  4. Stefano ha detto:

    Essattamente come dice Andrea, comprato oggi le gomme online e pagato PFU, quindi se il mio gommista, giustamente, mi richiede il contributo non glielo pago (avendolo gia pagato) e vado cosi a buttarle nel cassonetto, se poi qualcuno mi scopre gli faccio vedere la fattura…. 3°mondo…

  5. Andrea ha detto:

    ..ma quanta furbizia..in un mondo in cui per risparmiare si tende a comprare su internet, viene messa questa ennesima inutile stupida tassa che nn fa altro che ottenere il contrario dei risultati..mi spiego meglio x’ l’intelligenza sembra poca!
    Allora, io compro gli pneumatici su internet, e mi viene aggiunta la tassa di smaltimento..poi, vado dal gommista che, giustamente, dovrà effettivamente smaltire materialmente gli pneumatici, e a sua volta mi chiede di pagare un’altra volta la tassa di smaltimento.. MA COMPLIMENTI!!!..MA CHE GENI!..sapete cosa è più probabile? che un povero cristo disoccupato che nn potrebbe permettersi un treno di gomme, x risparmiare le compra su internet, dove è obbligato a pagare la tassa a vuoto e a un venditore che nn ha proprio nulla da smaltire, poi cambia le gomme e le usate se le carica in macchina per nn pagare una seconda volta lo smaltimento, dopo di che se ne libera più di prima in discariche abusive o sul ciglio della strada! Risultato…lo stato si intasca i suoi bei soldini, e le discariche abusive aumentano!!!
    UN GRANDISSIMO APPLAUSO ALLO STATO ITALIANO CHE RIESCE A DISTINGUERSI SEMPRE IN EUROPA E NEL MONDO..BEL PAESE..SÌ, BEL PAESE……………


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