Che cos’è la cucina stem-to-root? Praticamente il menù degli scarti!

Di , scritto il 22 Agosto 2011

Ne abbiamo già parlato lo scorso anno a proposito del laboratorio Ecocucina, ma poiché l’argomento è sempre più attuale ed ecochic, ribadiamo il concetto: stiamo parlando della cucina che gli americani chiamano stem to root, ovvero “dal gambo alla radice”. Un approccio frugale, ecologicamente consapevole, ottimo antidoto per la crisi e altamente salutare (per l’alto apporto di fibre, antiossidanti e oligoelementi). Adottato negli Stati Uniti soprattutto da ristoranti di lusso e chef pluristellati, a cui va naturalmente il nostro plauso per il tentativo di sprecare meno cibo e limitare la produzione di CO2 senza per questo penalizzare il palato o gli occhi.

Qualche esempio? Gambi dei broccoli ridotti a strisce con una mandolina, conditi con parmigiano e succo di limone. Bucce di patate al forno. Semi di melone tostati. Frittate con i gambi dei carciofi. Scorza di anguria che diventa un sottaceto. Insomma, per essere okay ogni piatto deve contenere almeno un ingrediente che normalmente è considerato un avanzo. Sempre rigorosamente rispettando la stagionalità, in barba alla grande distribuzione che ci propina le ciliegie a Natale e i melograni a ferragosto.

Anche il nostro blog “fratello”, SoloFornelli.it da tempo propone una categoria di ricette all’insegna del risparmio, molte delle quali propongono l’arte del riciclo degli avanzi. Non sarà integralista come certi cuochi americani, ma la direzione è quella giusta.



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