Continuo rincaro dell’acqua in Italia, tra sprechi, furti e multe

Di , scritto il 22 Giugno 2012

L’acqua in Italia costa sempre di più. L’ultimo rincaro in bolletta è stato del 6% circa, ma negli ultimi 5 anni il rincaro medio si è aggirato intorno al +24,5%. La città italiana con i maggiori rincari è risultata essere Lecco (+126%), ma sono fuori controllo anche le tariffe di Benevento, Massa-Carrara, Aosta, Lodi, Viterbo, Parma, Macerata e Pordenone. Una famiglia composta di tre persone spende in media 290 euro per il servizio idrico integrato (che include acquedotto, canone di fognature, depurazione e quota fissa), ma in alcune regioni come la Toscana la spesa può superare i 430 euro annui.

Il caro bollette viaggia di pari passo con la dispersione idrica, con gli sprechi dovuti al cattivo funzionamento della rete, a sversamenti e fori nei serbatoi. Secondo Legambiente il 39% dell’acqua immessa nelle tubature va perduta. Invece di spendere denaro per trovare nuove sorgenti o installare dissalatori dell’acqua di mare, sarebbe meglio utilizzare i soldi per rattoppare le reti idriche.

Negli ultimi anni, secondo i controlli, la dispersione idrica non ha fatto che aumentare. Le città più “colabrodo” sono Cosenza, Campobasso e Latina. Ma dove finisce questa enorme quantità di acqua sprecata? In generale, torna in natura, specie nelle tubazioni che passano in aperta campagna. Il danno all’ambiente non è rilevante: infinitamente peggiore quello nel caso di mancata depurazione delle acque reflue. Che invece, se fossero purificate, risulterebbero ottime per l’irrigazione – perché ricche di fosforo e azoto, il che eviterebbe l’uso di fertilizzanti chimici. Invece le acque reflue prodotte da 18 milioni di italiani sono sversate in laghi, fiumi e mari. Questo è un grave motivo di inquinamento e oggetto di una procedura di infrazione da parte dell’Europa. Rischiamo di pagare soldi pubblici inutilmente per delle multe, che sarebbe molto più saggio investire in nuovi depuratori.

La scarsa manutenzione non è l’unica causa dello spreco idrico, ci sono anche gli sciagurati che prelevano acqua (rubandola) nel tragitto dalla sorgente al luogo di utilizzo. Per contrastare il fenomeno occorre un controllo preventivo da parte degli enti locali mediante censimenti anche sui pozzi di prelievo, oltre a un’adeguata repressione per i reati ambientali, che oggi sono considerati minori, semplici contravvenzioni.



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