Come organizzare un “restart party” (festa in cui si impara a riparare gli oggetti)

Di , scritto il 22 Aprile 2013

Il restart party è una delle migliori risposte che si possono dare all’obsolescenza programmata, ovvero agli elettrodomestici che vanno prematuramente in usura, ma anche all’eccesso di rifiuti da smaltire e alla crisi economica che ci lascia sempre meno denaro in tasca.

I restart parties sono nati a Londra: sono incontri-laboratorio (workshop) nei quali i partecipanti danno il loro contributo per rimettere in vita degli oggetti che non funzionano più. In questo modo si impara gratuitamente a riparare il proprio gadget elettrico o elettronico. Oltre all’oggetto stesso, con queste iniziative si tenta di recuperare la manualità, un’abilità sempre più rara in Occidente. L’idea è venuta a Ugo Vallauri e Janet Gunter, 35 e 33 anni rispettivamente, che, avendo vissuto in Africa e altri paesi poco sviluppati, hanno visto con i loro occhi come si vive con il bisogno impellente di riparare ogni singolo oggetto che si possiede. Così hanno pensato di applicare il principio anche in patria e hanno fondato il Restart Project, un’associazione senza scopo di lucro il cui obiettivo è preparare il terreno per un’economia futura di manutenzione e riparazione, che addestra e supporta gli imprenditori del settore riparazione e aiuta le persone di qualsiasi background socio-culturale a diventare più resilienti. Senza negare l’importanza del riciclo, dà la precedenza all’intervento di manutenzione prima dello smaltimento.

Sul sito danno anche alcuni utili consigli su come gestire un restart party, che riassumeremo in breve per voi:

* Gli eventi devono essere gratuiti e aperti a tutti, ma si può suggerire ai partecipanti di fare una piccola donazione per coprire le spese di affitto e per i materiali necessari alle riparazioni.
* Gli eventi non sono una “riparazione gratuita”, ma un processo di apprendimento collaborativo – in pratica non si tratta di competere con i professionisti offrendo un affare migliore.
* Si tratta di feste, perciò ben vengano bevande e stuzzichini da mangiare – e possibilmente un gradevole sottofondo musicale.
* Agli eventi dovrebbero partecipare almeno 3 o 4 volontari capaci di effettuare le riparazioni e che si tratterranno fino alla fine.
* Una persona dovrebbe fare gli onori di casa, dando il benvenuto ai partecipanti e organizzando una lista di attesa con una descrizione dei problemi da risolvere.
* Il riparatore deve lavorare insieme alle persone, spiegando loro passo passo in che modo sta lavorando.
* Si incoraggia la partecipazione di riparatori professionisti che risiede nella zona: con il loro contributo possono anche promuovere la loro azienda.
* Gli eventi devono essere pubblicizzati presso le associazioni e i circoli ambientalisti della zona, così come sui social media e mediante mailing list.


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