Gli oli essenziali: come si estraggono e come vanno utilizzati

Di , scritto il 22 Febbraio 2012

All’interno di ogni profumo, ma anche in gran parte delle creme di bellezza, nei bagnoschiuma e nei saponi sono contenuti gli oli essenziali, anche conosciuti come oli eterici. Gocce preziose che possono anche fare da profumatori per l’aria di casa, per rilassanti massaggi.

Si estraggono da fiori, piante, foglie e radici. Già gli antichi egizi ne conoscevano le proprietà, mentre a Cipro è stato ritrovato un antichissimo laboratorio di estrazione risalente a ben 4000 anni fa. Sostanzialmente, il processo di estrazione non è cambiato nei secoli: avviene ancora oggi mediante inondazione di vapore o corrente di vapore. Il vapore acqueo infatti distende le cellule che contengono le essenze e rompe le membrane cellulari liberando gli oli essenziali che, trascinati, vengono condensati dando come risultato una sospensione di acqua e olio. Che poi deve riposare per circa un mese affinché l’olio si separi completamente dall’acqua – anch’essa utilizzata per preparare profumi, anche se meno concentrata. Un profumo vero e proprio è invece solitamente costituito da un terzo di oli essenziali e due terzi di alcol.

Gli oli essenziali sono necessariamente molto costosi perché da 100 chilogrammi di fiori si ottiene circa mezzo litro di olio. L’estrazione più complessa e quindi meno economica è quella dai fiori di iris.

Molti oli essenziali hanno anche proprietà antibatteriche – non a caso alle piante gli oli servono anche per tenere lontane piante concorrenti e, viceversa, attrarre gli insetti impollinatori. Di recente si è scoperto che gli oli essenziali estratti dagli agrumi sono stati impiegati anche come solventi per le vernici e la plastica: un grande passo avanti per la chimica verde!

Per tornare agli utilizzi più classici, lasciando fiori secchi e oli essenziali in macerazione per almeno due mesi, si ottengono i famosi pot-pourri. Ma gli oli essenziali rientrano anche nella preparazione di pastiglie o caramelle, mescolati con cera per creare profumatissime candele oppure per potenti profumatori per biancheria.

Se gli oli essenziali vengono usati puri, bisogna che le quantità siano piccolissime: si tratta infatti di miscele chimiche complesse e ad altissima concentrazione. Applicarli puri sulla pelle può ingenerare infiammazioni e lesioni. In alcuni casi la loro ingestione può produrre fenomeni tossici anche gravi, specie in bambini, donne incinte, puerpere e persone affette da patologie epatiche o renali.

Per un bagno, bastano dieci-quindici gocce sciolte in amido di riso e poi versate nell’acqua della vasca. Per la doccia, ne bastano due gocce direttamente sulla spugna. Per profumare un ambiente, sono sufficienti tre o quattro gocce in un diffusore. Per i suffumigi, due o tre gocce in una pentola di acqua bollente. Per i gargarismi, non più di una goccia, sciolta in un bicchiere di acqua calda con miele.

Gli oli essenziali sono comunque validi alleati per la salute, dunque, ma anche per la sfera emotiva. I profumi ci coinvolgono così tanto perché arrivano dritti al sistema limbico e fanno breccia nel nostro inconscio.

Numerose sono le principali proprietà di alcuni oli essenziali secondo l’aromaterapia, ovvero la branca della fitoterapia che utilizza gli oli essenziali.

Per saperne di più sull’olio essenziale di bergamotto.


2 commenti su “Gli oli essenziali: come si estraggono e come vanno utilizzati”
  1. giovanni ha detto:

    olio essenziale fatto in casa

  2. giovanni ha detto:

    come si ricavno gli oli essenziali dalle piante


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