Secondo gli ecologisti il muro USA-Messico potrebbe distruggere l’ambiente

Di , scritto il 20 Settembre 2019

In un articolo apparso sul sito del National Geographic si parla degli effetti nefasti che la costruzione del muro tra USA e Messico avrebbe sull’ambiente.

Gli ambientalisti sostengono infatti che la costruzione del muro potrebbe avere conseguenze negative sull’ambiente dei territori che il muro attraverserebbe.

In particolare, si parla di sei possibili modi in cui il muro potrebbe distruggere l’ecosistema sia della flora che della fauna selvatica e quindi anche delle persone che vivono nelle terre di confine.

Mentre a Washington si discute sul fatto che il muro debba essere una lastra di cemento o costruito in doghe d’acciaio, si ignora il fatto che la storia è piena di esempi di muri in tutto il mondo che raramente hanno dissuaso le persone determinate dall’entrare.

“Qualunque cosa costruiscano, sarà distruttivo per l’habitat naturale”, afferma Bob Dreher, un avvocato che dirige i programmi di conservazione dei Defenders of Wildlife. “Riguarda la realtà fisica di ciò che una barriera permanente farà in uno dei paesaggi più sensibili del Nord America.”, commenta nell’articolo apparso nel National Geographic

Ecco in sintesi un riassunto dei potenziali impatti ambientali del muro.

1) Minaccia la diversità dell’ecosistema ambientale

Il confine si estende per 1.954 miglia dal Golfo del Messico in Texas fino all’Oceano Pacifico in California su uno dei paesaggi più diversi della nazione. Comprende sei eco-regioni separate, che vanno dalla macchia del deserto ai boschi delle foreste alle paludi delle zone umide, sia d’acqua dolce che salata.

La costruzione di un muro di confine dividerà nettamente in due l’habitat geografico in cui vivono circa 1.506 specie animali e piante autoctone, tra cui 62 specie che sono elencate come in pericolo di estinzione. Un team di esperti di conservazione, tra cui Edward O. Wilson, famoso biologo e naturalista, ha sostenuto in un articolo pubblicato lo scorso luglio su Bioscience che un muro di confine mette a rischio questi habitat. Il muro aumenterà l’erosione del suolo, altererà i flussi d’acqua naturali e gli schemi degli incendi, incrementando i rischi sia per le persone che per gli animali e intrappolando la loro fuga.

2) Inasprimento delle inondazioni

Già nel 2008, presso l’Organ Pipe Cactus National Monument nel sud-ovest dell’Arizona, un muro lungo cinque miglia di recinzione di rete metallica alta 15 piedi aveva intrappolato detriti durante un temporale estivo di 90 minuti, causando un allagamento del territorio circostante fino a 7 piedi d’altezza. Lo stesso temporale aveva creato inondazioni nella città di Nogales, in Arizona, una città di confine a 66 miglia a sud di Tucson, causando milioni di dollari di danni. Stessa cosa è avvenuta sia nel 2011 che nel 2014.

3) Pericoli per la fauna selvatica e le piante

Il muro di frontiera potrebbe separare circa un terzo delle 346 specie di animali selvatici nativi. Ciò aumenterebbe il rischio per la loro sopravvivenza restringendo e isolando le popolazioni animali e limitando la loro capacità di muoversi alla ricerca di cibo, acqua e compagni. Il muro inoltre ne intrappolerebbe la fuga in caso di incendi, inondazioni o ondate di calore. Anche il gufo pigmeo è a rischio, perché quando vola, il suo raggio d’azione è a meno di un metro da terra. Infine, il muro interromperebbe la migrazione stagionale delle pecore che vagano tra la California e il Messico. Ma gli effetti nefasti del muro colpiscono anche le piante secondo i rapporti degli ambientalisti, influenzando negativamente la loro riproduzione.

4) Divisione di un fiume importante

Il tortuoso Rio Grande, considerato il confine ufficiale tra gli Stati Uniti e il Messico, è stato a lungo ritenuto un ostacolo geologico alla costruzione del muro di confine. Di tanto in tanto il canale fluviale cambia rotta e provoca inondazioni in primavera. Costruire un muro a nord del fiume, in effetti, cederebbe il controllo di quelle terre al Messico e isolerebbe proprietà e case di cittadini statunitensi sul lato messicano del muro. Anche se recentemente il Congresso ha approvato la costruzione di più muri specie in Texas e nella contea di Hidalgo in modo da ovviare al problema.

5) Distruzione di rifugi e parchi faunistici

Il muro attraverserebbe sette aree di conservazione della fauna selvatica del Texas, tra cui il Lower Rio Grande Valley National Wildlife Refuge e il Big Bend National Park, premiato e considerato uno dei migliori posti al mondo di ammirazione del cielo notturno.

A Mission, in Texas, il National Butterfly Center, dove più di 200 specie di farfalle vivono vicino alle rive del Rio Grande, sarà diviso dal muro e il santuario di 100 acri, graviterà per il 70% nella parte messicana. I piani prevedono anche la divisione di un rifugio faunistico e un parco statale, collocando la maggior parte dei loro territori in Messico.

6) Esenzione dalle leggi sulla sorveglianza ambientale

La costruzione del muro di confine non soddisferà i requisiti di oltre 30 delle leggi ambientali federali più estese ed efficaci, come l’Endangered Species Act, la National Environmental Policy Act, la Clean Air Act e la Clean Water Act. Ciò è dovuto al REAL ID Act, approvato dal Congresso nel 2005 in risposta agli attacchi terroristici dell’11 settembre, che autorizza la Homeland Security americana a rinunciare a qualsiasi legge in nome della sicurezza nazionale.

In conclusione, se avete in programma un viaggio negli Stati Uniti in Texas o Arizona, meglio andarci subito prima della costruzione del muro per ammirare al meglio dal punto di vista ambientale questi territori e parchi naturali.

Ricordate che per un viaggio turistico inferiore ai 90 giorni negli Usa, è necessario richiedere l’ESTA, l’autorizzazione turistica al viaggio. Potrete richiederla online sul sito application-esta.us, dove troverete tutte le informazioni per organizzare praticamente e burocraticamente il vostro viaggio.

Fonte: Nationalgeographic.com – “6 ways the border wall could disrupt the environment”, Laura Parker.



Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2019, P.IVA 01264890052
SoloEcologia.it – Il blog sull'ecologia e l'ambiente supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009