2001-2013: l’Italia e il risparmio alimentare

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Dal 2001 a oggi le abitudini di acquisto degli italiani in campo alimentare hanno subito innumerevoli mutamenti: una crescita del 17% è quella relativa ai prodotti a km zero, mentre si è registrato un 12% di incremento nei prodotti equosolidali.

Ancor prima che la crisi economica fosse resa pubblica e declamata ufficialmente, gli italiani avevano iniziato a dedicarsi all’arte del risparmio. I dati parlano chiaro: dal 2001 ad oggi la percentuale di famiglie che fa la spesa nei discount è aumentata del 40%. Nonostante la scelta del discount rispetto alle grandi GDO, la gente non ha smesso comunque di andare alla ricerca della qualità del prodotto facendo attenzione al Made in Italy, ai prodotti DOP e IGP. Queste due strategie di acquisto potrebbero sembrare in parte contrastanti, però rappresentano la realtà dei fatti: abbinare risparmio e qualità è la chiave di ricerca degli italiani d’oggi.

Avendo fatto questa premessa, ora possiamo entrare maggiormente nel dettaglio tecnico-numerico:

  • Prodotti a km zero o provenienti dalla “filiera corta”. Con questi termini si fa riferimento ai prodotti alimentari in cui la vendita è effettuata in un’area che dista pochi chilometri dall’area di produzione. Come dicevamo, in poco più di dieci anni la crescita di questo prodotto è arrivata a toccare il 17%.
  • Prodotti equosolidali fairtrade (dove fair trade significa “commercio giusto, equo”). Questi prodotti hanno registrato una crescita pari al 12% e tuttora sono in crescita sia a livello di conoscenza che di vendita. Per i pochi che non li conoscessero, spieghiamo che il commercio equosolidale è impegnato nell’acquisto di materie prime a giusti prezzi, prodotte rispettando l’ambiente (con coltivazioni biologiche, confezioni riciclate e/o riciclabili, salvaguardia degli habitat naturali) e nel mettere in commercio un prodotto finito che sia sano, buone e etico.
  • Made in Italy. Questa etichetta generica include i prodotti Dop e Igp che hanno vissuto un aumento del 32%.

Queste cifre sono su base decennale e globale. Se prendiamo questi dati e facciamo i conti in tasca alle famiglie italiane il risultato sarà che: il km zero raccoglie il 9% della spesa annuale delle famiglie, l’equo-solidale il 4,5% e il Made in Italy tocca la vetta del 26,9% della spesa annua. Dati che hanno l’intenzione di continuare a crescere!


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