Lo swap party: il baratto è ecochic

Di , scritto il 19 Ottobre 2012

Un pomeriggio o una sera a casa con le amiche, con uno scambio di abiti e accessori: questo è lo swap party, una maniera semplice, ecologica e divertente per rinnovare il proprio guardaroba senza spendere nulla. Le regole del “gioco”, inventato a New York vari anni or sono, impongono che non si venda assolutamente nulla: si scambia, si baratta un capo o un accessorio per un altro. Una forma di consumo responsabile che permette di dare una seconda vita a ciò che giace dimenticato negli armadi. Barattare non significa necessariamente sbarazzarsi di capi fuori moda o consunti. Un’altra regola imprescindibile dello scambio è infatti l’alta qualità di ciò che si propone. L’essenza dello filosofia dello swapping sta nel recupero, nel riuso intelligente di indumenti nuovi e seminuovi. Negli swap party si incontrano perciò etica, glamour e risparmio: il desiderio di rinnovare il proprio look è appagato a costo zero.

Alla fine della “festa” ognuno porta a casa il proprio bottino e tutto ciò che non è stato scambiato può anche godere di un’altra chance mediante gli appositi siti web di swapping e baratto. Anche qui, non si tratta di mercatini dell’usato, ma di scambi di qualità. L’inserzionista deve fotografare, descrivere e mettere a disposizione nella bacheca virtuale capi ancora in ottimo stato e scambiarli con altri. Questi servizi di solito sono gratuiti, con un semplice clic si può comunicare con gli inserzionisti e consultare i feedback per vedere se gli inserzionisti sono risultati affidabili in passato.

Che si tratti di uno swap party vero oppure di uno sul web il risultato è lo stesso: il portafoglio non piange, il Pianeta ringrazia, gli armadi restano pieni e sanno di “nuovo”.



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