Pianificazione strategica della spesa per sprecare meno cibo

Di , scritto il 17 Dicembre 2012

Gli italiani sono un popolo generoso e pronto a regalare cibo, come dimostrano ogni anno in occasione della Colletta alimentare, ma anche propensi allo spreco. Pare impossibile, ma anche in questi periodi in cui la maggior parte dei cittadini fatica a sbarcare il lunario con lo stipendio o la pensione, una quantità impressionante di cibo finisce nella spazzatura. Nel nostro paese ogni anni passano dal piatto ai cassonetti 6,5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, che equivalgono a 176 chilogrammi di cibo sprecato pro capite, e il 42% degli sprechi non è creato dall’industria o dalla distribuzione, ma dai privati cittadini. Intendiamoci, non siamo gli unici nel mondo “ricco” a sprecare alimenti – basti pensare che nel mondo si buttano annualmente 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentari, un quantitativo che basterebbe per nutrire quattro volte i 900 milioni di persone che soffrono la fame.

La regola numero uno per non sprecare cibo è sicuramente quella di non esagerare in sede di acquisto. La maggior parte di noi sono abituati a fare la spesa una volta la settimana per comodità. Sembra un sacrificio andare nei negozi ogni giorno, ma è un modo per evitare di comprare più del necessario. Occorre imparare a fare la spesa con una vera e propria strategia manageriale: andare al mercato o al supermercato con una lista della spesa redatta con minuzia e precisione dopo aver analizzato l’effettivo contenuto della dispensa e del frigorifero. E poi attenervisi con fermezza, evitando di farsi guidare dall’istinto.

Un’altra regola importante, che fa bene sia al portafoglio che all’ambiente, è quella di pianificare in anticipo il numero dei pasti settimanali e la loro composizione, calcolando bene i quantitativi di materia prima necessari per le porzioni.

Al di là di tutto è importante riconoscere che lo spreco del cibo si staglia su un problema di fondo di capitale importanza: il nostro stile di vita è sproporzionato all’ambiente in cui viviamo: consumiamo molto di più di ciò che la Terra riesce a rigenerare. Per mantenere l’attuale livello dei consumi, nel 2050 saranno necessarie le risorse di tre pianeti!


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