Il sapone è davvero efficiente per uccidere il virus – ecco perché

Di , scritto il 17 Marzo 2020

Uno dei messaggi con cui le autorità sanitarie ci stanno giustamente martellando in questi giorni è quello di lavarsi spesso e accuratamente le mani con il sapone per fermare la diffusione del coronavirus. Questa è una precauzione più importante di quanto si potrebbe pensare a un livello superficiale. Vediamo perché il sapone funziona così bene, non soltanto in questo caso, ma con la maggior parte dei virus.

La pelle umana è una superficie ideale come ricettacolo per un virus, perché le sue proteine e gli acidi grassi delle cellule morte in superficie interagiscono con il virus stesso. Quando tocchiamo una superficie infettata, una o più particelle di virus si attaccano alla pelle delle mani. Se poi ci tocchiamo il viso, soprattutto occhi, naso o bocca, rischiamo di contrarre l’infezione.

Sarebbe possibile lavare via il virus solo con l’acqua? No, perché l’acqua da sola non è in grado di competere con le forti interazioni, simili a colla, che esistono tra la pelle e il virus. Il mix di acqua e sapone invece è totalmente diverso. Il sapone contiene delle sostanze molto simili ai grassi, note come molecole anfifiliche, alcune delle quali sono strutturalmente molto simili ai lipidi della membrana del virus e sono in grado di sciogliere la membrana grassa del virus, che si spezza e diventa inattiva.

I disinfettanti a base alcolica uccidono i virus in modo simile, ma per molti versi il sapone è più valido perché basta una quantità relativamente piccola di acqua saponata, che, con un opportuno sfregamento, copre facilmente tutta la mano e arriva in tutti gli interstizi tra le dita, sui polsi, sotto le unghie. Strofinarsi le mani con un gel è certamente utile, ma è decisamente più difficile immergere nel liquido ogni millimetro della pelle delle mani.

Un’ultima parola su cosa scegliere tra saponetta tradizionale e sapone liquido: in termini generali su un sapone solido i germi patogeni si moltiplicano di più che dentro un flacone di sapone liquido, visto che prediligono l’ambiente umido. Tuttavia il problema della trasmissione del virus si presenta soltanto quando sono delle persone già infette a toccare la saponetta. Per questo motivo negli ospedali e nei luoghi che vogliono essere mantenuti assolutamente sterili si opta sempre per l’utilizzo di dispenser di sapone liquido. In ambiente domestico le cose sono un po’ diverse: se nessuno è ancora infetto la saponetta può servire a tutti per l’eliminazione precoce del virus portato da “fuori”. Dal punto di vista ecologico, poi il vantaggio del sapone solido è inoltre quello di creare una minore quantità di rifiuti di plastica (ne abbiamo parlato qui), nonché quello di poter essere dosato più facilmente, evitando il rischio di rovinare la pelle con una quantità eccessiva.

Ribadiamo infine che la funzione disinfettante del sapone dipende più dall’azione meccanica che non dal tipo di detergente in sé. Infatti le mani sono davvero pulite soltanto dopo 20-30 secondi di sfregamento. E ricordate che in quel lasso di tempo non è opportuno lasciare scorrere l’acqua a vuoto, sarebbe uno spreco del tutto inutile.

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