Polywood: pro e contro del materiale che sostituisce il legno negli arredi da giardino

Di , scritto il 17 Febbraio 2020

Il polywood è un materiale composito costituito da resine termoplastiche a cui possono essere aggiunte delle fibre naturali. Questo materiale si presta molto bene per essere termoformato a compressione. Attualmente il suo principale utilizzo è quello per i mobili da giardino (tavoli, panche, fioriere, sedie a sdraio, persiane): può infatti essere stampato con leggeri rilievi che gli conferiscono un aspetto molto simile a quello legno, con venature e sfumature di colore. Altre frequenti applicazioni del polywood sono nell’edilizia, nell’imballaggio e nel settore automobilistico (specie per l’interno delle portiere). 

La composizione del polywood può variare parecchio a seconda dell’azienda produttrice: le materie plastiche utilizzate sono principalmente polietilene, polipropilene e polistirolo, mentre le fibre naturali impiegate sono solitamente segatura di legno, di canapa o di cocco.

In teoria l’impiego del polywood promette di combinare i vantaggi del legno e i vantaggi della plastica. Richiede pochissima manutenzione ed è facile da pulire, è resistente ai parassiti (tarli o termiti), tollera l’umidità molto meglio del legno, è naturalmente resistente a pioggia, acqua salata, e altri fattori ambientali. A differenza del legno non si gonfia e non si “imbarca” col tempo a differenza del legno; inoltre può essere disponibile in molti colori e forme. Come diciamo sempre sulle nostre pagine, l’utilizzo dei materiali plastici non è da demonizzare se gli oggetti con essi fabbricati possono avere una vita lunghissima – come in questo caso.

Può però presentare anche alcuni svantaggi: se il contenuto di legno è elevato può essere attaccato da agenti atmosferici e muffe, è sensibile al calore (ad esempio, al sole in estate o al calore di una pentola da cucina appoggiata sulla sua superficie). Inoltre può sbiadire, poiché spesso non è resistente ai raggi UV.

Un aspetto molto controverso sul suo utilizzo è il fatto che le microparticelle della plastica dei materiali usati possono staccarsi a causa degli agenti atmosferici e dei raggi UV e finire in natura, dove non sono biologicamente degradabili (oppure lo sono solo in tempi lunghissimi) e venire assorbite dal terreno e dagli animali. In compenso però occorre menzionare un altro vantaggio del polywood: la sua totale riciclabilità. Infatti, una volta macinato e sminuzzato finemente è possibile riutilizzarlo al 100% per applicazioni analoghe.

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