Come funzionano gli incentivi per il fotovoltaico

Di , scritto il 16 Maggio 2018

fotovoltaicoAnche quest’anno sono disponibili gli incentivi per gli impianti fotovoltaici: la notizia è giunta nel mese di marzo, e non può che essere accolta con favore da tutti coloro che sono interessati a produrre energia rinnovabile. L’erogazione degli incentivi avverrà come sempre attraverso i Conto Energia; essi consistono in finanziamenti statali che sono destinati a coloro che decidono di installare un impianto fotovoltaico. Il boom di tali impianti si è verificato tra il 2005 e il 2013, un periodo in cui la diffusione nel nostro Paese dell’energia solare è stata resa possibile proprio dagli incentivi: in particolare, la potenza installata è cresciuta, solo tra il 2007 e il 2011, di quasi il 260%.

Per un certo periodo, poi, gli incentivi sono stati bloccati, ma ciò non ha impedito o ostacolato in alcun modo la crescita costante degli impianti fotovoltaici, e nello specifico degli impianti domestici. Enea nel 2017 ha pubblicato dati che riferiscono che i mWh di fotovoltaico che sono stati installati sul territorio nazionale sono stati 409, con una crescita pari all’11% rispetto al precedente anno. Nel complesso, gli impianti residenziali che non superano i 6 kW corrispondono a oltre l’85%. Le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, con aliquota al 65%, hanno contribuito a dati così positivi.

I nuovi incentivi

Chi è intenzionato a sfruttare il fotovoltatico con Eviva o con un’altra società del settore può fare riferimento alla bozza del Decreto Fonti Energetiche Rinnovabili, che è destinato ad essere approvato nel giro di poche settimane. Lo scorso mese di novembre il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la Strategia Energetica Nazionale, all’interno della quale si inserisce, appunto, questo decreto. La Strategia si pone lo scopo di rispettare gli impegni sottoscritti a Kyoto, il che vuol dire arrivare al 2050 con una riduzione delle emissioni di gas pari all’80%.

Il cambiamento ambientale

Entro il 2023 in Italia si vuole arrivare alla decarbonizzazione del sistema elettrico: ecco perché nei prossimi anni verranno effettuati degli interventi che permetteranno di arrestare le centrali a carbone in modo definitivo, sia con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento, sia per tutelare il paesaggio. Il governo italiano ha messo a punto una strategia che intende il cambiamento ambientale un motore indispensabile per il progresso – non solo economico – di tutto il Paese. Gli obiettivi imposti dalla Ue sono sempre stati raggiunti dall’Italia in tempi record: le direttive europee, per esempio, chiedevano di coprire con fonti rinnovabili il 17% dei consumi elettrici entro il 2020, mentre noi ci siamo arrivati già tre anni fa.

Come sfruttare gli incentivi

Per i tre anni che vanno dal 2018 al 2020 le fonti rinnovabili che possono usufruire degli incentivi oltre al fotovoltaico sono il geotermico, l’idroelettrico e l’eolico. Occorre tener presente, tuttavia, che gli incentivi per il fotovoltaico sono destinati unicamente agli impianti che superano i 20 kW. Ciò vuol dire che non rientrano nelle agevolazioni gli impianti residenziali, dal momento che nella maggior parte dei casi la loro potenza si aggira tra i 3 e i 6 kW. La circostanza si può spiegare in modo molto semplice: gli incentivi sono stati riproposti soprattutto per favorire un rilancio del fotovoltaico industriale.

In particolare, sono tre le categorie che sono state identificate per disciplinare l’erogazione degli incentivi. Per gli impianti che superano 1 MW, è previsto un rimborso di 0.07 euro per kWh; per gli impianti che vanno da un minimo di 100 kW a un massimo di 1 MW, è previsto un rimborso di 0.07 euro per kWh; per gli impianti che vanno da un minimo di 20 kW a un massimo di 100 kW, infine, è previsto un rimborso di 0.11 euro per kWh. Le procedure d’asta regoleranno l’attribuzione degli incentivi tra il 30 novembre di quest’anno e il 30 novembre del 2020.



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