Ridurre l’impatto ambientale nella lavorazione dei metalli: Ghidini presenta Lidea

Di , scritto il 15 Luglio 2013

Ghidini LideaQuando si parla di metalli e metallurgia in rapporto ai temi ambientali due sono i concetti chiave: innanzi tutto, l’importanza di riciclare fino all’ultimo grammo i metalli già “in circolazione” con una raccolta capillare di RAEE, vecchi macchinari e altri articoli di uso quotidiano. E poi il concetto altrettanto fondamentale di avvalersi di metodi di lavorazione dei metalli improntati al risparmio energetico.

Da tempo sappiamo che ricorrere a soluzioni volte alla riduzione dei consumi di energetici in campo industriale non comporta necessariamente un calo dell’output e delle performance dei macchinari. Basta entrare nell’ottica dell’innovazione e dell’investimento che non tarderà a dare i suoi frutti – sia all’azienda che all’ambiente in generale, con ricadute positive per tutta la collettività.

E’ proprio in quest’ottica che si è mossa l’azienda bresciana Ghidini Srl, che dall’ormai lontano 1948 progetta e produce macchinari per la finitura dei metalli. L’ultima nata nella famiglia Ghidini si chiama Lidea, nome evocativo di un progetto “brillante” destinato a cambiare per sempre i concetti base della galassia degli impianti automatici nel comparto della lavorazione di acciaio, ferro, rame, ottone, zana e alluminio.

Ghidini Lidea 2Più delle nostre parole, il video postato qui sotto rivela con immediatezza ed efficacia come il nuovo macchinario permette di risparmiare fortemente sui consumi e di ridurre dell’impatto ambientale. Qualche numero utile per dimostrare le nostre affermazioni:
* riduzione di ben il 70% dei tempi di programmazione e preparazione per la messa in funzione delle macchine;
* emissioni di CO2 ridotte dell’80%;
* 13 tonnellate di petrolio consumate in meno ogni anno;
* risparmio energetico annuale del 60% (circa 22.000).

Senza scendere troppo nel dettaglio, la grande innovazione di Lidea rispetto alle isole standard, sta nel concentrare varie unità di lavorazione attorno a un punto nodale: è un apposito sistema rotante che trasporta le unità in direzione del pezzo in lavorazione – e non il contrario come avviene negli impianti classici in cui un robot posiziona il pezzo in stazioni differenti. Questo modo di lavorare consente di risparmiare sia tempo che energia – ferme restando la flessibilità progettuale per prodotti di varie tipologie, forme e misure di prodotto da lavorare.


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