Cresce l’attenzione per la sostenibilità della vinificazione in Italia

Di , scritto il 15 Aprile 2014

viticoltura ecologicaRèduci da una visita al Vinitaly di Verona non possiamo non rallegrarci sia per l’ottimo andamento registrato dalle aziende vinicole italiane sul mercato mondiale, sia per una sempre maggiore sensibilità per le problematiche ambientali che abbiamo notato nella maggior parte degli stand.

Il mondo richiede sempre più prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Le buone pratiche di sostenibilità sono oggi certificate in base a vari standard, come ad esempio il progetto EcoCloud di Confagricoltura e la Carbon Footprint di Valoritalia, un parametro per misurare l’impatto che di una determinata azienda sull’ambiente.

Fa bene all’ambiente e alla salute e apre mercati importanti (soprattutto quello dei paesi anglosassoni e del Giappone) il vino biologico. E’ il caso del vino senza solfiti aggiunti, che ha un costo leggermente più alto perché richiede una lavorazione particolare dalla vigna alla bottiglia: si pensi che occorre scegliere soltanto gli acini perfettamente maturi, vinificare in ambiente asettico e a temperature molto basse.

E’ confortante sapere che ben 53.000 ettari di vigne in Italia sono già dedicate alla coltivazione di uve per produrre vini biologici certificati (siamo secondi nel mondo). E pratiche come il lavaggio dei grappoli prima della della pigiatura sono sempre più diffuse; vanno sicuramente contro la tradizione più inveterata, ma del resto sono l’unico modo per eliminare rame e zolfo derivanti dai trattamenti finiscano nel vino e vengano ingeriti dai consumatori.

Sempre più avanzate anche le tecniche per reagire al cambiamento climatico che ha portato a un aumento medio delle temperature di 2-3 gradi negli ultimi 30 anni. Le nuove vigne vengono spesso piantate in una posizione che permetta loro di resistere meglio alla calura: ad esempio, sono esposte sul versante sudest di una collina in maniera da essere colpite dal sole soltanto nelle ore mattutine e non in quelle pomeridiane.

Per diminuire l’impatto del packaging e dello smaltimento delle bottiglie, infine, si fa sempre strada la distribuzione di vino sfuso di alta qualità, mediante dispenser che ne garantiscono non soltanto l’origine, ma anche l’assoluta sicurezza e la perfetta conservazione.



Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2019, P.IVA 01264890052
SoloEcologia.it – Il blog sull'ecologia e l'ambiente supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009