Negli italiani cresce la consapevolezza dell’importanza del casco bici

Di , scritto il 14 Giugno 2018

casco biciPer una stranissima coincidenza la parola “casco” può significare sia “cado” (voce del verbo cascare) che “copricapo protettivo”. Se/quando casco dalla bicicletta il casco mi salva la vita, si potrebbe dire con una battuta, che però nasconde una verità imprescindibile: proteggere la testa dagli urti dovrebbe essere la priorità numero uno per chi sale su una due-ruote (tradizionale o elettrica), anche se per il momento non esiste una legge che lo renda obbligatorio. Dopo moltissimi anni di relativa noncuranza, anche i ciclisti italiani sembrano avere compreso che indossarlo è un comportamento responsabile. Lo dimostrano i dati presenti nell’infografica di idealo, il noto comparatore di prezzi che ci aiuta a risparmiare negli acquisti. La tabella riguarda l’interesse dei suoi utenti nei confronti della categoria “caschi bici” ed è stata compilata sulla base delle rilevazioni sulle intenzioni di acquisto registrate mediante opportuni contatori e stesura di grafici statistici.

E’ confortante sapere che mentre tra il 2016 e il 2017 l’aumento dell’interesse degli utenti per il casco aveva già messo a segno un bel +48,9%, ma nel periodo tra il gennaio 2017 e il maggio 2018 l’incremento ha raggiunto il +76%. Per scendere più nei dettagli, l’85% degli interessati all’acquisto è costituito dai maschi, mentre la fascia di età che mostra l’interesse maggiore è rappresentata dagli under 44 (che costituiscono ben il 60% degli intenzionati all’acquisto). Abbiamo anche a disposizione i dati sulla distribuzione territoriale: la prima regione per interesse è il Trentino Alto Adige, seguita da Lombardia e Toscana – il fatto non stupisce poiché si tratta di tre regioni che si sono molto impegnate negli ultimi per il potenziamento della rete di piste ciclabili. Nell’infografica è inclusa anche la preferenza tra le varie tipologie di caschi bici: quelli che hanno attirato maggiormente l’attenzione dei clienti del portale sono i modelli downhill, subito seguiti dai caschi per mountain-bike; del resto, la logica che sta dietro alle statistiche è ferrea: l’off-road offre il tipo di percorso al tempo stesso più entusiasmante e più potenzialmente irto di pericoli. Qui sotto potete visualizzare i dettagli delle statistiche:

casco bici

Detto questo, non possiamo che aggiungere di nostro qualche utile regola, forse già ben conosciuta dai veterani della bicicletta, ma non dai neofiti, che può servire per minimizzare i pericoli:

* Una bicicletta deve essere scelta su misura per la persona e deve essere consona all’uso che se ne intende fare.
* La due-ruote deve essere equipaggiata con tutti gli accessori utili per farsi vedere e sentire meglio: campanello, catarifrangenti, specchietto. Obbligatorio anche un casco. In città non nuoce neppure una mascherina come protezione dalle polveri sottili.
* Quando si pedala non bisogna mai seguire altri veicoli e neppure accostarsi ai tram in curva. Occorre prestare particolare attenzione alle auto posteggiate che potrebbero essere intenzionate a uscire dal parcheggio.
* I ciclisti devono procedere su una sola fila quando le condizioni della circolazione lo richiedano e in ogni caso non dovrebbero mai affiancarsi tra loro più di due biciclette.
* Mani e braccia devono essere liberamente utilizzabili: almeno una sempre sul manubrio e l’altra per segnalare con discreto anticipo una eventuale manovra di svolta a sinistra, a destra o di fermata che si sta per effettuare.

Due ultimi suggerimenti tanto ovvi quanto fondamentali: optare sempre per le piste ciclabili quando sono disponibili e dimenticare del tutto l’uso del cellulare almeno finché si è in marcia.



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