In Campania novità sull’uso degli effluenti zootecnici

Di , scritto il 14 Gennaio 2021

In Campania è stata adotta una nuova disciplina regionale per l’impegno dei reflui/ affluenti zootecnici: rifiuti prodotti dagli allevamenti animali come le deiezioni solide e liquide (feci e urina) utilizzabili in agricoltura come fertilizzante, eventuali materiali solidi di origine vegetale utilizzati come lettimi (materiale sul quale gli animali riposano e fanno i propri bisogni), acque di lavaggio e resti di alimenti.

Il letame è un bene economico di produzione che può essere riutilizzato all’interno della stessa azienda o può essere rivenduto come sottoprodotto. L’eventuale azione inquinante è dovuta all’elevata presenza di azoto.

Il Decreto Legislativo n.152 del 1999, superato dal Decreto Legislativo n.152 del 2006, definiva:

  • “effluente di allevamento” le deiezioni del bestiame o una miscela di lettiera e di deiezione di bestiame, anche sotto forma di prodotto trasformato (lettera s);
  • “applicazione al terreno” l’apporto di materiale al terreno mediante spandimento sulla superficie del terreno, iniezione nel terreno, interramento, mescolatura con gli strati superficiali del terreno (lettera n);
  • “utilizzazione agronomica” la gestione di effluenti di allevamento, di acque di vegetazione residuate dalla lavorazione delle olive ovvero di acque reflue provenienti da aziende agricole e piccole aziende agroalimentari, dalla loro produzione all’applicazione al terreno di cui alla lettera n), finalizzata all’utilizzo delle sostanze nutritive ed ammendanti nei medesimi contenute ovvero al loro utilizzo irriguo o fertirriguo (lettera n-bis).

Gli effluenti possono essere “palabili” (solidi) come il letame, fanghi di depurazione e il compost ottenuto dal compostaggio dei reflui zootecnici. Quelli “non palabili” o “pompabili” (fluidi) come il liquame vanno immessi in vasche di stoccaggio

Dal 16 dicembre 2020 è in vigore, con la Deliberazione n.585, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Campania (BURC) n.247 del 21 dicembre 2020, la “Disciplina normativa per l’utilizzazione delle acque reflue e digestati e Programma d’azione per le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola”.

Alla stesura di tale Delibera ha partecipato in modo eccellente anche l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania.

La Delibera succitata ha sostituito il vecchio Dgr n.771 del 2012 e i relativi decreti dirigenziale regionali n.160 del 2013 e il n.348 del 2013. Il Programma d’azione sostituisce il piano del Dgr n.209 del 2007 per l’individuazione delle zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola.

Sarà razionalizzata l’utilizzazione degli effluenti zootecnici: essi favoriranno un uso ambientale ed ecologico sostenibile per limitare notevolmente l’inquinamento da nitrati delle acque sotterranee.

Alle autorità competenti dovranno essere comunicati gli utilizzi degli effluenti zootecnici, dei digestati e delle acque reflue.


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