The Wool Box: un polo culturale per fare conoscere i filati di lana a km 0

Di , scritto il 13 Ottobre 2011

In tempi dove tutto corre e vola e dove si consuma come forsennati, esistono ancora persone che aprono un’azienda facendo scelte decisamente controcorrente.

Stiamo parlando di The Wool Box, un progetto a cura di Biella The Wool Company, che ha sede a Miagliano (BI) nei locali in una suggestiva fabbrica del 1860.

Slow è la parola chiave di questa realtà: la lana viene scelta a mano dal “sucido” (questo è il nome gergale della lana tosata) in arrivo direttamente dall’allevatore, si produce il filato a kilometro zero, lo si vende direttamente al cliente senza intermediari e in loco. Tutto con la sensibilità e l’entusiasmo di chi ama e conosce bene ciò che sta facendo.

The Wool Box si pone anche l’obiettivo di diventare un polo culturale per tutto ciò che è il mondo della lana. In primo piano nelle attività ci sono i corsi seguiti da professioniste di vari settori specialistici: tessitura a mano, tintura naturale, knitting e pattern, filatura a mano, arte del feltro. Tutto fatto con le lane autoctone e tracciabili, sia italiane che europee.

Utilizzare lane autoctone significa non soltanto costituire un valido supporto per i pastori – dediti a un mestiere antico e affascinante, ma disagevole e disagiato – ma anche compiere un’azione di recupero di una risorsa che esiste da sempre. E’ la riscoperta di un sapere prezioso che rischia di andare perduto e un favorire la rinascita di microeconomie.

Il mercato delle lane tipiche è al momento pressoché inesistente. Eppure deve essere promosso perché è del tutto sostenibile, grazie ai presupposti di ecologicità, di tracciabilità della materia prima e delle sue caratteristiche di filiera corta. Questa realtà del territorio biellese è un vero vanto.

The Wool Box promuove azione a favore di allevatori e di razze ovine in via di estinzione e offre un appoggio essenziale per contrastare la loro scomparsa. In questo microsettore tutti, ma proprio tutti hanno la loro parte equa: gli allevatori, i produttori, i trasformatori e i consumatori di lana. Insieme possono diventano parte attiva di un grande progetto di salvaguardia dell’ambiente e di coloro che lo abitano.

Linda



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