Pannelli fotovoltaici per le abitazioni private: come funzionano, come si installano, quanto costano

Di , scritto il 13 Febbraio 2012

Il 2011 è stato un anno di straordinaria crescita per l’energia solare in Italia: le nuove installazioni di pannelli hanno permesso di passare nel giro di appena un anno da 3,6 a quasi 7 Gigawatt di potenza. Con queste cifre abbiamo raggiunto la da-sempre-più-ecologica Germania, per anni stato detentore della leadership nel mondo. E abbiamo superato in questo campo paesi come Cina, USA, Giappone e Francia.

Attualmente sulla nostra penisola ci sono oggi più di 300.000 impianti fotovoltaici, che producono quasi il 6% della domanda nazionale di energia elettrica. La regione con la più spiccata vocazione solare è la Puglia (ne abbiamo parlato qui), grazie alla posizione geografica e alla legislazione locale particolarmente favorevole. Ma il numero di impianti è cresciuto in maniera abbastanza omogenea in tutto lo Stivale.

Abbiamo già spiegato come funziona un pannello fotovoltaico. In sintesi potremmo dire che trasforma l’energia dei raggi solari in energia elettrica in base al principio della fisica chiamato “effetto fotovoltaico”: è come se gli elettroni venissero catturati con un retino e messi in una “corrente”.

Al di là di qualche formalità burocratica, che può variare da comune a comune, la realizzazione di un impianto è relativamente semplice. Gran parte degli installatori di impianti fotovoltaici offrono un servizio ‘chiavi in mano’ che include i dettagli burocratici, la progettazione e la messa in opera.

Per installare i pannelli in una casa di media grandezza occorrono due o tre giorni. Poi l’impianto viene allacciato alla rete elettrica, si effettua una richiesta per l’incentivo al GSE, l’ente di Stato preposto, con sede a Roma.

Quanto può costare un impianto? Per un’abitazione di media grandezza, con un contratto da 3 kiloWatt, una cifra intorno ai 10.000 euro è sufficiente per installare un impianto fotovoltaico. La spesa viene ripagata nell’arco di cinque-sei anni grazie ai ricavi ottenuti (in media 1500 euro l’anno, derivanti dal valore dell’energia e dagli incentivi statali, che hanno durata ventennale). Il proprietario dell’impianto fotovoltaico ha diritto a una certa quantità di denaro per ogni kiloWattora di energia immesso nella rete.

Al momento i pannelli hanno una vita garantita di venticinque anni, ma l’innovazione tecnologica nel settore è molto intensa. Esistono pannelli flessibili, adatti a superfici irregolari. E perfino pannelli pensati per arredare o diventare elementi architettonici!


3 commenti su “Pannelli fotovoltaici per le abitazioni private: come funzionano, come si installano, quanto costano”
  1. ale ha detto:

    Quoto Luca Verde. In ogni caso mi sono fatto costruire un impianto fotovoltaico con l’aiuto dei tecnici di Irsol su 2 capannoni della mia azienda agricola perchè come dice Luca “L’installazione riduce la bolletta perchè copre (almeno in parte in base alle dimensioni dell’impianto e ai consumi) il consumo di corrente durante il giorno e quanto immesso in rete in eccesso non viene scalato dalle bollette ma pagato con bonifici. L’energia prodotta viene ceduta alla rete se non consumata.”
    Il fotovoltaico deve essere aiutato con incentivi.

  2. Luca Verde ha detto:

    Secondo me:
    Il costo collettivo in bolletta è reale, ma è necessario per poter sviluppare una settore che altrimenti non si svilupperebbe se non in molti anni. La scelta (politica) di favorire un settore con incentivi non è nuova e ha avuto storicamente successo. Già ora che l’incentivo è quasi dimezzato rispetto al 2010 il prezzo dei pannelli è dimezzato per effetto dell’incentivo mentre l’efficienza continua ad aumentare (più richiesta, più investimenti e ricerca, più produzione, meno prezzo)
    L’aumento della farina è iniziato molto prima del Fv ed il problema non è la farina Italiana, ma quella dei grandi paesi produttori (russia, usa) e non ha nulla a che fare con l’installazione dei pannelli. La superficie agricola (ex) coperta da pannelli è talmente irrisoria che la perdita produttiva è insignificante. E comunque non è più possibile (cioè vantaggioso) farlo proprio per le proteste di chi la pensa come Stefano.
    L’installazione riduce la bolletta perchè copre (almeno in parte in base alle dimensioni dell’impianto e ai consumi) il consumo di corrente durante il giorno e quanto immesso in rete in eccesso non viene scalato dalle bollette ma pagato con bonifici. L’energia prodotta viene ceduta alla rete se non consumata.
    I vetri vanno puliti ma è davvero difficile pensare di poterli graffiare dato che sono generalmente vetri anti grandine. Poi naturalmente dipende da cosa usi per pulirli…

  3. Stefano Viola ha detto:

    Questo articolo da un ‘informazione non completa. Come tutti coloro che si accecano gli occhi con il velo dell’ideologia e non della realtà vi dimenticate sempre di dire quanto costano alla collettività gli impianti fotovoltaici. Vi dimenticate di dire che ognuno di noi paga oltre 0,03 € per ogni kWh consumato per “finanziare” un qualcosa che sta in piedi solo grazie ai finanziamenti altrimenti da solo non varrebbe una cicca. Vi dimenticate di dire che grazie alla politica selvaggia che ha permesso l’installazione dei pannelli nei campi al posto delle colture ci troviamo ad avere un aumento della farina pari al 300% ( e di conseguenza tutti i derivati) negli ultimi 18/24 mesi. Vi dimenticate di dire che nonostante la montagna di pannelli installati non arriviamo nemmeno al 10% del fabbisogno italiano. Vi dimenticate di dire che l’installazione di un pannello non riduce la bolletta elettrica della famiglia che l’ha installato ( i pannelli infatti si collegano alla rete con contratto di scambio sul posto e quindi tutta l’energia prodotta va ceduta alla rete). Vi dimenticate di dire che per garantire l’efficenza del pannello, il vetro soprastante va periodicamente ( almeno una volta ogni 4 o 5 giorni) pulito altrimenti il rendimento cala. E la sua pulizia bisogna farla con particolare accuratezza per non graffiare la copertura e ridurre l’efficenza del vetro. Mi sembra che siano proprio tante, troppe le dimenticanze!!!!


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