La sfida delle 100 cose: pensiamoci seriamente!

Di , scritto il 13 Gennaio 2011

Ci basterebbero cento oggetti per vivere? C’è chi pensa di sì e decide di liberarsi del superfluo. E’ la filosofia del movimento americano nato sulla scia del manuale La sfida delle 100 cose (The 100 Thing Challenge), scritto dal californiano Dave Bruno, che oltreoceano è già un cult da un paio d’anni e ora inizia a fare capolino anche da noi.

Il surplus della vita moderna è figlio della corsa all’acquisto: sull’onda della pubblicità e dell’emulazione: siamo così incredibilmente abituati a circondarci di oggetti, ad accumularli per anni e decenni. Siamo pieni di quelli che a Torino si chiamano ciapa-pùver (ricettacoli di polvere) e a Roma si definiscono ciaffi (oggetti che non useremo mai). Consumare il meno possibile è una liberazione dallo stress e una scelta che educa le generazioni future a vivere serene con poco. Inoltre, per chi come noi ha a cuore l’ambiente, un’azione di questo tipo ha una valenza che va ben oltre la gestione della vita quotidiana: viviamo in un’epoca di scarsità, dove le materie prime di ogni tipo stanno cominciando ad andare “in riserva”. Sotto la crisi economica di cui tanto si parla stanno la crisi ambientale, la crisi energetica, la crisi alimentare, l’eccesso demografico del mondo. La caccia allo spreco dovrebbe diventare una regola di vita per tutti: abbattere il superfluo in qualsiasi campo o settore è una risposta sensata ai problemi del Pianeta.

Tornando alla sfida delle 100 cose, ricordiamo che minima addizione, massima sottrazione è il motto del movimento. Il numero 100 è convenzionale, non rigido, più che altro aiuta a tenere d’occhio l’obiettivo.

La maggior parte delle persone pensa che potrebbe tranquillamente farcela a ridurre le sue proprietà a un centinaio oggetti. Ma forse non riflette bene sul fatto che almeno trenta li abbiamo soltanto nel beauty case!

Per chi volesse comunque applicare questo metodo del downsizing alle sue proprietà, ecco un decalogo che aiuta a riflettere su come svuotare soffitte, cantine e garage in maniera equilibrata.

* Effettuare il conteggio solo sugli oggetti personali, non sugli elettrodomestici di casa, tanto per intenderci. Per quanto concerne biancheria intima e calze, contate ogni gruppo di indumenti come un solo oggetto. Tenete fuori dal conteggio gli strumenti di lavoro (libri, schedari, utensili ecc.).

* Stilate un inventario di ciò che si possedete, evidenziate nell’elenco gli oggetti irrinunciabili e contate quanti ne mancano per arrivare a 100 per terminare l’elenco (questo sarà il momento in assoluto più difficile di tutta l’operazione).

* Liberatevi senza indugi di ciò che è rimasto fuori dalla lista, ma non portandolo in discarica, bensì mettendolo in vendita oppure donandolo in beneficenza.

* La maggior parte delle persone riesce sicuramente a vivere con meno indumenti, ma giustamente non a fare a meno di una macchina o una moto, un telefono cellulare, un computer, un player multimediale. Probabilmente spariranno invece molti indumenti, libri, giornali, lettere, foto, CD. Per molti di questi oggi abbiamo il vantaggio di poterne fruire trasformandoli in formato digitalizzato: un buon computer sostituisce egregiamente l’ingombro di molti scaffali.

E poi impariamo un buon metodo “antiaccumulo” per il resto della vita: rinunciare a qualcosa di vecchio ogni volta che si riceve o si compra qualcosa di nuovo.

Chissà se lo stile di vita dei nuovi minimalisti prenderà piede anche in Italia? Voi cosa ne pensate? Dite la vostra qui sotto.

4 commenti su “La sfida delle 100 cose: pensiamoci seriamente!”
  1. […] utilizzato da circa sei mesi”, ma c’è chi propone delle forme estreme di decluttering, come la sfida delle 100 cose di Bruno Dave Per me la regola più valida in assoluto è quella di non far entrare troppe cose in casa, quindi […]

  2. corrado coda ha detto:

    ma non ci penso assolutamente , è tutta la vita che accumulo…. mi ci rotolo , negli oggetti. Solo di hot wheels ne avrò 3000 ! Non riesco a resistere ad un mercatino dell’antiquariato. Di recente mi ha preso il trip della falegnameria ,ed il mio garage adesso ESPLODE di nuova attrezzatura. E poi fumetti ,laser discs, giochi di società, MONTAGNE di Lego.
    Come si fa a non avere montagne di Lego? 2 armadi sono proprio il minimo. Però vi capisco e vi ammiro. Se non sapete dove mettere la Lego ,passatela a me. Ciao e buona vita.

  3. […] pulita di tutto quello che non utilizziamo da almeno sei mesi, un po’ sulla linea della Sfida delle 100 cose, tanto per […]

  4. maria ha detto:

    Buongiorno a tutti, secondo me si può fare e sono convinta che i giovani sono più consapevoli degli anziani, per anziani intendo quelli della mia ganerazione, quelli che siamo vissuti nel boom economico degli anni 70. E’ già un pò che ci sto pensando….prima o poi ci riesco a vivere in un monolocale con meno di 100 cose, riflettiamo…..io ci provo Maria


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