La manutenzione dei fiumi: la risposta alle esondazioni che ci affliggono

Di , scritto il 11 Dicembre 2018

manutenzione fiumiDi fronte alle numerose esondazioni fluviali degli ultimi anni è stato messo l’accento su tutte quelle che sono le misure indispensabili a garantire la messa in sicurezza degli argini e degli alvei. La colpa delle catastrofi, infatti, non è solo il risultato di un cambiamento delle precipitazioni nel nostro Paese, ma anche da una continua e sconsiderata urbanizzazione.

Se da una parte è pur vero che sono diminuiti i giorni effettivi di pioggia lieve e sono aumentati quelli con piogge intense, dall’altra è l’uomo a continuare con una gestione territoriale errata. Si continua a costruire lungo gli argini, si pavimentano gli alvei, si restringono i flussi fluviali e si continua imperterriti con il disboscamento, non dando al fiume altro scampo che fuoriuscire dalla sua sede.

Per una corretta gestione ambientale è indispensabile ricorrere alla manutenzione regolare del letto del fiume e alla reintegrazione del suo contesto naturale: ricordiamo infatti che boschi, ad esempio, hanno anche il compito fondamentale di contenere le acque in eccesso. Muoversi è indispensabile e bisogna farlo presto, visto che i comuni indicati come “a rischio” nel nostro Paese sono davvero migliaia.

Manutenzione dei fiumi: cosa si fa concretamente

Un punto d’intervento fondamentale è quello di rallentare l’impeto dell’acqua durante le esondazioni. La causa di questa forza dirompente è data dalle ondate improvvise dovute al distacco di parte dell’argine. Lungo i corsi d’acqua, infatti, è facile trovare zone di densa vegetazione arbustiva che, se non viene controllata, diventa un’area con alberi d’alto fusto, innestati comunque in un terreno poco stabile. Quando l’acqua del fiume aumenta queste aree arboree tendono a creare sbarramenti che, cedendo poi all’improvviso, portano a ondate pericolose.

Ecco che quindi diventa indispensabile intervenire per ripulire gli argini da queste aree e anche dai residui di ramaglie, massi, detriti, tronchi che si ammucchiano nel suo alveo. Questo, tuttavia, non significa fare tabula rasa di qualunque cosa vi sia nell’letto del fiume, che comporterebbe un’eccessiva alterazione ecologica, ma un’operazione di pulizia mirata e consapevole e alla reintegrazione di quegli elementi naturali più stabili che possono invece aiutare a contenere i flussi d’acqua. In sostanza si richiede quindi un taglio selettivo operato sulla base di studi geologici specifici.

Come si interviene per ripulire l’alveo dei fiumi

Ogni Regione dovrebbe occuparsi della messa in sicurezza dei fiumi, programmando periodicamente degli interventi di manutenzione degli stessi. L’intervento di pulizia da tutti quei materiali che possono ostruire il normale flusso delle acque o che restringono l’alveo va certamente operata, ma sempre in modo consapevole senza distruggere la naturalità fluviale.

Per rimuovere detriti e ramaglie si procede con mezzi d’eccellenza che dispongono di benne bivalve e polipi idraulici. Per togliere invece tronchi, alberi, massi resistenti allo sradicamento è indispensabile qualcosa di più mirato come la pinza per miniescavatore o escavatore. In base al tipo di elementi da togliere si sceglierà una tipologia di pinza differente, in tutti i casi di solito si scelgono pinze bivalve per garantire una presa più salda ed efficace. Questi strumenti per garantire un lavoro ben fatto è bene che siano di alta qualità.



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