La fibra di canapa: versatile e amica dell’ambiente

Di , scritto il 11 Ottobre 2011

La canapa è una delle fibre tessili più ecologiche e versatili in assoluto, probabilmente la prima delle fibre vegetali a essere utilizzate nella storia dell’uomo. Forse non tutti sanno che i primi jeans Levi’s, che risalgono alla metà dell’800 erano in tessuto di canapa.

La pianta della canapa (Cannabis sativa) è incredibilmente resistente, non richiede utilizzo di diserbanti poiché cresce così rapidamente che le erbacce non possono competere. Non necessita neppure l’uso di pesticidi perché le sue foglie e i frutti non sono graditi agli insetti. Inoltre, ha bisogno di pochissima acqua per crescere, ed è una fibra naturalmente protettiva contro i raggi UV e antibatterica.

La canapa viene utilizzata senza remore per fabbricare corde, borse, cappelli e pannelli isolanti: in questo senso è perfetta perché si tratta di una fibra spessa e solidissima. Ma può rientrare anche anche nella composizione delle fibre miste per indumenti più morbidi. Soprattutto ora che la tecnologia ha sostituito l’antico metodo di ammorbidimento delle fibre vegetali (ricche di lignina) mediante acidi con una lavorazione della canapa che riesce a trasformarla in una fibra molto più morbida. Ovviamente, non ci si potrà mai aspettare dalla canapa la mano setosa del cotone biologico o della fibra di bambù, che restano fibre ideali per tutti gli indumenti che toccano direttamente la pelle. Mentre la canapa trova il suo utilizzo ideale nell’outerwear, nelle giacche, nei blue, jeans e nelle borse. Che saranno solidi e di lunghissima vita. Anche questo aspetto della durata nel tempo non è da sottovalutare quando si ha a cuore l’ambiente.



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