Il compost: tre tipologie a confronto

Di , scritto il 11 Febbraio 2019

Che il compost abbia un ottimo valore fertilizzante per le colture e sia importante per la preservazione dell’ambiente è cosa nota a tutti. Il compost perfette infatti di valorizzare scarti e residui, nel pieno rispetto dei principi dell’economia circolare, e offre una sostenibilità complessiva molto alta. Può dunque costituire un’eccellente integrazione ai fertilizzanti minerali, specie nelle aree caratterizzate da suoli poveri di sostanza organica. Tuttavia è necessario scegliere il compost giusto, perché le sue caratteristiche possono variare in base alle matrici da cui deriva, al tipo di processo e alla durata del compostaggio.

Per scendere più nel dettaglio esistono tre principali tipologie di compost, identificate da altrettante sigle:

  • ORT: è il compost derivante da residui ortofrutticoli;
  • FORSU: il compost derivante da frazione organica urbana più gli sfalci delle potature;
  • LET: costituito da effluenti zootecnici.

Per quali colture possono essere impiegati?

  • L’ORT è adatto per la coltura del mais e su suolo fertile ricco di sabbia.
  • il FORSU può essere impiegato per le colture di mais e grano insieme a una concimazione minerale di copertura e su terreno ricco di sabbia mediamente fertile.
  • il LET è adatto per la coltivazioni di mais e lattuga, su terreni fertili e franchi (di composizione intermedia).


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