Come preparare il terreno per un orto biologico

Di , scritto il 10 Gennaio 2014

orto bioAnche se l’inverno è appena cominciato e in molte parti d’Italia è probabilmente coperto da neve, per quanti nei prossimi mesi vorranno darsi alla coltivazione di un orto biologico è tempo di iniziare a fare progetti. Un terreno naturalmente fornito delle qualità necessarie alla coltivazione è difficile da trovare. Occorre lavorare e preparare il suolo con un po’ di anticipo. Ecco qualche dritta utilissima.

Non sottovalutare le potenzialità del compost, che resta l’ingrediente più ricercato, raccomandato e accessibile a chiunque per preparare la terra. Non soltanto il terriccio derivante dal compostaggio domestico contiene tutte le sostanze essenziali che si trovano nel terreno vergine, ma contribuisce anche ad ammorbidire il suolo al quale è mescolato, rendendo più facile l’assorbimento dell’aria e dell’acqua, situazione che permette alle radici di affondare in maniera ottimale. Grazie ai microbi e agli organismi benefici presenti nel compost, esso favorisce anche la proliferazione dei funghi necessari per la salute delle piante.

Certo, comprare un sacchetto di fertilizzante è un’operazione più rapida e semplice che non produrre il proprio compost. Ma ricordiamo che in una compostiera o in un cumulo possono finire non soltanto gli scarti di cucina, bensì anche vecchi giornali, foglie secche, erbacce e acque grigie. Seguire il link per trovare un elenco di materiali compostabili, molti dei quali risulteranno piacevolmente inaspettati ai meno esperti.

Quando bisogna mescolare il compost al terreno? Con il maggiore anticipo possibile rispetto alla semina: più lungo è il periodo di riposo, migliore sarà la qualità finale del terreno.

In secondo luogo, il terreno deve essere dissodato e arato, per così dire “lavorato di fino”, in modo da divenire leggero e aerato e da attirare quei preziosi aiutanti che sono i lombrichi.

Se proprio volete usare dei fertilizzanti, evitate quelli di sintesi e optate invece per i fertilizzanti biologici, che non sono dannosi per l’ambiente in quanto costituiti da ingredienti organici come alghe, letame animale, erbacce e urina umana.

Irrigare il terreno molto prima della semina, possibilmente utilizzando acqua piovana invece dell’acqua del rubinetto: quest’ultima contiene infatti tracce di cloro e altri minerali, che potrebbero risultare dannosi per la crescita delle piante.



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