Desertificazione: come funziona il Vallerani System

Di , scritto il 09 Novembre 2015

metodo ValleraniSe ne è parlato molto durante Expo 2015 e merita una menzione anche sul nostro modesto blog il Vallerani System, un metodo utile per mitigare l’effetto dei cambiamenti climatici, intervenendo sulla desertificazione nei territori aridi e semi-aridi della Terra. E’ già stato applicato con successo in 13 paesi dell’Africa e dell’Asia (Burkina Faso, Ciad, Cina, Egitto, Giordania, Kenya, Marocco, Niger, Senegal, Siria, Sudan, Tunisia e Madagascar). Il coinvolgimento della popolazione locale nell’intero processo di coltivazione ha come effetti diretto la riduzione della fame e della povertà, dell’emigrazione e delle tensioni sociali.

Semplificando al massimo, questo sistema consente di:
* ottimizzare conservazione e utilizzo dell’acqua piovana
* riforestare le aree desertiche
* migliorare la qualità dei pascoli
* ampliare la produzione agricola

Il Vallerani System utilizza speciali aratri denominati Delfino³ che scava dei micro-bacini in cui l’acqua si raccoglie. Questo strumento sfrutta un movimento ondulatorio per scavare delle fosse a forma di semiluna lunghe 5 metri e profonde circa mezzo metro, distanziate di un paio di metri tra loro. In queste fosse si raccoglie l’acqua piovana (anche quando essa è molto scarsa), fino a 1500 litri.

In questi microbacini vengono seminate le piante autoctone, che poi vi germinano e crescono in base ai loro normali tempi di sviluppo. Grazie alla maggiore profondità che le radici delle piante riescono a raggiungere, diventano più forti e resistenti alle malattie, ai parassiti e ai cambiamenti climatici. Questa resilienza è superiore a quella delle piante coltivate in vivaio. Inoltre è anche superiore la capacità di autopropagarsi e la percentuale di germinabilità dei semi.



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