Ridurre i rifiuti del 30% è possibile: ecco come

Di , scritto il 08 Agosto 2011

Per decenni siamo stati abituati a consumare senza preoccuparci della fine che avrebbero fatto i nostri oggetti una volta buttati via, ma questo oggi non è più possibile e ormai tutti lo sanno. Della raccolta differenziata dei rifiuti si fa da anni un gran parlare. Ma per ridurre veramente l’impatto ambientale degli oggetti e imballaggi scartati bisognerebbe ridurre il problema alla fonte, produrne di meno e riutilizzarne il più possibile.

I cittadini sarebbero anche disposti a fare la loro parte, se non dovessero scontrarsi quotidianamente con le ingombranti confezioni smerciate dai supermercati. Eppure, secondo alcuni calcoli basterebbero pochi comportamenti virtuosi per ridurre di 1 chilogrammo al giorno la produzione di rifiuti di ogni cittadino. Ecco alcuni esempi:

* Acqua: bere quella che esce dal rubinetto (se potabile) invece dell’acqua imbottigliata in bottiglie di plastica comporterebbe una riduzione media di 13 kg di rifiuti per ogni famiglia italiana. Volendo, esistono anche delle caraffe filtranti che possono migliorare la qualità dell’acqua.
* Il compostaggio domestico per riciclare gli avanzi di cucina farebbe scendere vertiginosamente il peso dei rifiuti prodotti: 91 kg in meno per nucleo famigliare con il beneficio aggiuntivo che rifiuti di cucina si trasformano subito in un ottimo concime per il giardino o l’orto di casa a costo zero.
* Perdere l’abitudine di acquistare sempre nuove confezioni di detersivi liquidi, preferendo invece i prodotti sfusi o i sistemi di ricarica farebbe risparmiare 18 chilogrammi l’anno di rifiuti.
* La pubblicità cartacea non richiesta che invade le nostre cassette della posta pesa in media per 35 chilogrammi di rifiuti ogni anno. L’articolo del codice penale permette di imporre il divieto di farsela consegnare deve essere più impiegato dai cittadini.

Sommando tutte queste cifre sul peso dei rifiuti “risparmiati” si ottengono ben 164 kg di spazzatura in meno rispetto ai 548 che attualmente produciamo. La riduzione sarebbe dunque del 30%, con 12 milioni di tonnellate in meno di CO2 generate dallo smaltimento dei rifiuti e con grande diminuzione del fabbisogno energetico globale e del consumo di risorse naturali. Senza contare gli ingenti costi di gestione delle discariche e del trasporto che sarebbero evitati.

Questo non significa che bisogna abbandonare la pratica della raccolta differenziata anche se in molti di noi restano parecchi dubbi riguardo al corretto uso dei cassonetti per alcuni contenitori in materiali misti. Non bisogna perdersi d’animo nel lavoro del riciclo anche se per ora spesso chi si impegna assiduamente nella raccolta differenziata stenta a vedere i risultati del proprio lavoro. Bisognerebbe proprio istituire dei concorsi come quelli della vignetta: Campionato di riduzione dei rifiuti.



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