Labsus: disponibile il regolamento per la “cura condivisa dei beni comuni”

Di , scritto il 07 Marzo 2014

labsus beni comuniLabsus è l’abbreviazione dell’espressione Laboratorio per la sussidiarietà. Agricoltura e città come bene comune, mobilità sostenibile, riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia: questi sono soltanto alcuni dei temi di cui si occupa Labsus, in primo luogo nella persona del suo presidente, Gregorio Arena, docente di Diritto amministrativo all’Università di Trento. Punto centrale del progetto è promuovere un modello di amministrazione condivisa, in base all’articolo 118 (ultimo comma, inserito nel 2001) della Costituzione Italiana che recita così: Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. Detto in parole povere, in base a questo principio importante costituzionale l’amministrazione dovrebbe appoggiare e sostenere i cittadini che vogliono collaborare con l’amministrazione pubblica e prendersi cura dei beni comuni (come il verde pubblico, le scuole, paesaggio, manutenzione civica, tutela dell’acqua e dell’ambiente più in generale) a titolo di volontariato. Fino a ieri tutto questo poteva essere vero in teoria, ma in pratica mancavano le normative per regolare questo tipo di rapporto e per applicare davvero il principio di sussidiarietà. Ora invece Labsus e il Comune di Bologna hanno prodotto un volumetto dal titolo Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Chiunque lo desideri (sperabilmente in primo luogo le amministrazioni comunali) ora ha a disposizione un testo (anche in formato PDF scaricabile gratuitamente dal sito previa compilazione di un modulo) in cui è chiarito il modo corretto in cui i cittadini possono chiedere e le amministrazioni fornire gli strumenti necessari, prevedendo tutta la casistica di problematiche che un rapporto di questo tipo può comportare (ad esempio, gli infortuni, solo per fare un esempio). L’Italia è piena di gente che è pronta a prendersi cura dei luoghi in cui vive: la speranza è che tutte le amministrazioni comunali adottino questo regolamento.


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