I fiori secchi tornano di moda: è una tendenza ecosostenibile?

Di , scritto il 06 Novembre 2020

Negli anni ’70 e ’80 i fiori secchi erano molto amati. E a cinquant’anni di distanza stiamo assistendo a un vero revival di questa passione, oggi molto apprezzato tanta per l’arredamento vintage quanto per gli allestimenti floreali in occasione di cerimonie di nozze, fino alla decorazione di ristoranti e bar con elementi di floral art dal sapore semplice e rustico.

Vediamo quali sono i pro e i contro dei fiori secchi. Innanzi tutto non richiedono grandi cure: non devono essere innaffiati, tagliati o rinvasati (una gran comodità per chi è spesso fuori casa), sono disponibili in diverse forme, colori e dimensioni (in ogni stagione) e non necessitano di condizioni di illuminazioni specifiche (vale a dire: a differenza dei fiori freschi stanno bene anche al buio). Tra gli svantaggi possiamo annoverare il fatto che, a differenza dei fiori freschi o recisi, non hanno alcun profumo e sono indubbiamente dei ricettacoli per la polvere (che non è facile da rimuovere sulla loro superficie anche mediante piumini leggerissimi o un soffio leggero dell’asciugacapelli).

Esistono varie tecniche per la conservazione i fiori, la più diffusa delle quale consiste nel farli disidratare in maniera naturale, appendendoli a testa in giù in un luogo buio e piuttosto caldo. In questo caso però dopo qualche tempo rametti e fusti si spezzano facilmente, il colore dei fiori gradualmente svanisce e i petali si rompono o cadono. Per assicurare una durata maggiore esistono dei processi industriali indubbiamente efficaci, che consistono in operazioni di tintura o sbiancamento con prodotti chimici oppure con nebulizzazione sulla superficie di spray simili alla lacca per capelli. Una seconda alternativa per la conservazione dei fiori è la stabilizzazione, che permette di conservare la consistenza e un aspetto assai più fresco e naturale. In questo caso i fiori appena recisi non vengono lasciati seccare, bensì sottoposti a un processo di reidratazione mediante immersione in glicerina e altri elementi vegetali liquidi, che salgono per il fusto fino a sostituire completamente la linfa nel giro di qualche giorno. Il prezzo di questa colorazione e brillantezza artificiale è costituito dalla presenza di sostanze chimiche che rendono i fiori trattati non compostabili.

In buona sostanza, la nostra conclusione è questa: i fiori secchi sono una forma di decorazione molto sostenibile se essiccati naturalmente, ma non nel caso di fiori secchi stabilizzati o appositamente trattati.


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