Val d’Elsa: preservare il paesaggio contro lo sfruttamento geotermico

Di , scritto il 06 Febbraio 2013

Il paesaggio della Val d’Elsa in Toscana è nel XXI secolo lo stesso che poterono contemplare Dante, Leonardo, Galilei. Qualsiasi devastazione di queste meravigliose colline è giustamente inaccettabile per i cittadini della zona, che in passato non hanno esitato a fare abbattere un finto borgo rurale costruito senza criterio. E chiunque abbia un po’ di buon senso capirebbe che hanno assolutamente ragione. Anche quando si tratta di ricavare energia rinnovabile dalle viscere del sottosuolo, come si propone di fare la Magma Energy, filiale italiana della canadese Alterra Power che, già presente nella Val Cecina sta effettuando delle prospezioni geotermiche nella zona. Gli studi sono volti a trovare le posizioni più favorevoli per lo sfruttamento di un serbatoio geotermico a 3000 metri di profondità nel sottosuolo. Si ipotizza la costruzione di centrali geotermiche su 200 chilometri quadrati, distribuite su un territorio occupato da vari comuni tra cui Casole Val d’Elsa, San Gimignano, Volterra e Colle Val d’Elsa.

La popolazione si è mobilitata in massa per chiedere vincoli paesaggistici più stringenti. La nostra costituzione è basata sul lavoro ma tutela il paesaggio. In ogni caso, la geotermia industriale avrebbe anche un impatto negativo dal punto di vista economico, perché procurerebbe una grave perdita di posti di lavoro nel settore agrituristico. Qualcuno pensa che la ricchezza in Val d’Elsa stia sotto terra, ma secondo noi è davanti agli occhi.


1 commento su “Val d’Elsa: preservare il paesaggio contro lo sfruttamento geotermico”
  1. Arnaldo ha detto:

    La geotermia, fonte rinnovabile seconda in Italia solo a quella riferibile all’energia idroelettrica, ha un grande potenziale di sviluppo e consentirà di raggiungere più facilmente l’obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite. (…) Con l’aumento della produzione di energia derivante dall’utilizzo di risorse geotermiche, si contribuirà a ridurre la dipendenza energetica nazionale dall’estero e si concorrerà, inoltre, a contenere le emissioni di gas serra (CO2). (Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico)


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