Autunno e alluvioni: l’importanza della manutenzione del reticolo minore

Di , scritto il 05 Novembre 2012

In queste settimane autunnali in cui aumentano considerevolmente le precipitazioni, diventa quanto mai essenziale la funzione dei Consorzi nazionale di bonifica e irrigazione per assicurare la sicurezza del territorio. Si tratta di un’organizzazione che gestisce la manutenzione ordinaria del reticolo minore della rete idrica italiana, l’insieme di canali e bacini naturali (esclusi i grandi fiumi e i grandi laghi) che raccolgono l’acqua piovana e le portano vicino agli impianti di idrovore (ne esistono più di 750 in Italia che pompano l’acqua in mare) oppure accumulano l’acqua in vasche da cui poi viene prelevata per l’irrigazione durante il resto dell’anno.

Il pericolo alluvioni nel nostro paese incombe come una spada di Damocle, soprattutto perché con i cambiamenti climatici le piogge si manifestano come “bombe d’acqua”, intense e violente precipitazioni che cadono nel giro di brevissimo tempo. Se l’acqua piovana incontra un terreno coltivato può essere drenata, raccolta e rallentata nel suo movimento, mentre quando incontra cemento e asfalto assume una velocità almeno cinque volte maggiore. Non dimentichiamo che in Italia si cementificano almeno 136 ettari di territorio al giorno: la pressione dell’uomo sul territorio è quindi altissima, con il risultato che il 70% dei comuni italiani sono definiti dagli esperti come ad alto rischio idrogeologico, ovvero soggetti a frane e alluvioni che poi comportano morti di persone e blocchi per l’economia e altissimi costi per lo Stato. Si calcola che ogni anno si spendano 2 miliardi di euro per rimediare ai danni che si potrebbero invece prevenire e mitigare intervenendo sui punti critici del territorio, che sono ben conosciuti.

Paradossalmente, il parere dei Consorzi di bonifica, che i cittadini possono e in alcuni casi devono obbligatoriamente chiedere prima di costruire edifici di qualsiasi tipo su un territorio a rischio, non è vincolante: si assiste perciò alla costruzione di fabbricati o interi quartieri in zone assolutamente non adatte alla costruzione perché in continuo assestamento – con gli effetti devastanti che tutti conosciamo bene.


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