L’importanza di un corretto smaltimento delle batterie esauste

Di , scritto il 05 Agosto 2010

In Italia si esauriscono ogni anni ben 30.000 tonnellate di batterie, uno degli oggetti di uso quotidiano più inquinanti in assoluto. Le pile contengono infatti metalli pesanti come mercurio, cadmio, nichel – tutti estremamente tossici per ogni forma di vita. Per questo le batterie e gli accumulatori esausti devono essere correttamente smaltiti.

La legge prevede che i rivenditori le ritirino, ma purtroppo non tutti lo fanno. A coloro che hanno a cuore l’ambiente non rimane che portare le pile esauste in un’isola ecologica. L’UE ha stabilito che entro il 2012 sia raccolto il 25% delle pile esauste prodotte dai cittadini. Per il momento il traguardo è stato raggiunto soltanto in tre province italiane. Pensate che in Francia la percentuale è già del 33%.

Il Consorzio Nazionale Batterie Esauste (COBAT) è il sistema di raccolta, trattamento e riciclo specializzato in pile ed accumulatori a fine vita, un ente ufficialmente riconosciuto dalla legge italiana nelle sue funzioni, il cui lavoro per una diffusione capillare dei punti di conferimento per le batterie usate è ancora agli inizi.

Il percorso che devono compiere le pile esauste per tornare a nuova vita è piuttosto lungo. Prelevate dai centri di raccolta vengono ammassate in un centro di stoccaggio. Quando si raggiunge il quantitativo sufficiente per giustificare il trasporto, passano in un impianto di selezione. Qui degli operatori qualificati eliminano manualmente le eventuali impurità e suddividono le pile per tipologie: quelle a bottone, quelle contenenti mercurio e le alcaline. Poi inizia il processo di riciclo: le pile vengono trattate e se ne separano le componenti; i metalli interni vengono lavorati e fusi e tornano a essere i metalli di partenza, utili per diventare nuovamente pile, accumulatori e componenti di uso quotidiano (per cellulari, computer, player e quant’altro).

Non che il riciclo dei RAEE sia sbagliato (anzi, ne abbiamo parlato con favore qui), ma tutto potrebbe essere più semplice se imparassimo a preferire le pile ricaricabili, che durano fino a 100 volte di più di quelle usa-e-getta.

1 commento su “L’importanza di un corretto smaltimento delle batterie esauste”
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