Parigi: la Senna diventa sempre più un’ecologica autostrada d’acqua

Di , scritto il 04 Ottobre 2012

chiatte per il trasporto merciPer rifornire i suoi punti vendita nel centro di Parigi, una nota catena di supermercati francesi ha scelto di trasportare la merce utilizzando una chiatta. Silenziose e non inquinanti, le imbarcazioni da trasporto non creano ingorghi e non sono bloccate ai semafori. La chiatta in questione naviga ogni giorno verso il centro della Ville Lumière trasportando 200 tonnellate di merce, praticamente il carico di 26 TIR. All’alba la merce passa dalla barca ai camion, che poi vanno a scaricare la merce destinata a riempire gli scaffali quando le strade della città sono ancora deserte. Del resto, la scelta è estremamente razionale: non esistono più vie di accesso alla capitale francese che non siano sature; la chiatta è un modo per riuscire ad assicurare consegne puntuali, economiche ed ecologiche e per questo attira sempre più clienti. E’ un vero e proprio ritorno al passato, quando il fiume era la principale via di rifornimento di Parigi – poi sostituita dal trasporto su gomma e su rotaia, che hanno lasciato il fiume quasi esclusivamente ai bateau-mouche su cui si spostano i turisti. Ma le intenzioni sono di sperimentare anche un servizio di trasporto urbano di passeggeri sulla Senna. Del resto, con i suoi 13 chilometri di lunghezza nel tratto cittadino e una larghezza che raggiunge anche i 200 metri, la Senna si presta benissimo alla navigazione.


3 commenti su “Parigi: la Senna diventa sempre più un’ecologica autostrada d’acqua”
  1. Che bella idea!!!
    Se volete vedere altre idee più semplici andate a vedere:
    http://appuntiverdi.blogspot.it/
    Buona lettura!!!

  2. L’idea è semplicemente favolosa. Se tutte le città attraversate da fiumi navigabili cominciassero ad adottare lo stesso sistema il traffico verrebbe dimezzato, come anche l’inquinamento.
    Sinibaldi traslochi

  3. Marco ha detto:

    Idea semplice quanto geniale. Se tutte le grandi città con fiumi navigabili, e sono parecchie in Europa, ricorressero almeno in parte ad una soluzione del genere… credo che in futuro, volenti o nolenti, si vedrà sempre più il ritorno a soluzioni ibride di questo tipo. Del resto l’anno scorso si sono vendute per la prima volta più biciclette che automobili in Italia, no? 🙂


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