La Francia dice No al nucleare e Sì alle rinnovabili

Di , scritto il 03 Agosto 2015

energia verde FranciaIl nuovo piano della Francia per ridurre le emissioni inquinanti prevede un forte taglio al nucleare e un notevole stimolo alle rinnovabili. Approvato di recente dall’Assemblea nazionale, la fonte nucleare servirà a produrre soltanto il 50% dell’energia elettrica francese entro il 2025.

Sicuramente si tratta ancora di una percentuale pressoché elevata, ma è in realtà un taglio del 25% all’energia nucleare quello deciso dal presidente François Hollande, che aveva promesso agli elettori una riduzione della dipendenza dal nucleare nel 2012. Il nuovo limite di produzione dell’atomo quindi si ferma a 63,2 GW, costringendo alle aziende a chiudere i reattori nucleare più vecchi, sebbene non sia stato specificato esattamente quali impianti verrebbero smantellati.

A poca distanza dalla COP 21 di Parigi, era inevitabile una decisione Francia in un’ottica green: ospitare in casa l’evento più importante per la sostenibilità globale e dipendere quasi esclusivamente da fonti non rinnovabili non aveva molto senso. Ricordiamo agli interessati ad avere energia pulita a casa, che non è necessario installare un nuovo impianto elettrico: è possibile utilizzare energia rinnovabile grazie alle tariffe energia verde (qui si può consultare l’elenco), confrontabili direttamente sul comparatore di SosTariffe.it

Il pacchetto approvato dall’Assemblea include anche un taglio del 30% nell’utilizzo di combustibili fossili entro il 2030 (rispetto ai livelli 2012), e una riduzione delle emissioni pari al 40% rispetto al 1990, come previsto dal Pacchetto clima energia dell’UE. La quota di energie rinnovabili nel mix energetico francese dovrà praticamente triplicare entro il 2030, passando dal 13,7% del 2012 e raggiungendo idealmente il target del 32% entro 15 anni. A questa fine, il Parlamento sarà tenuto a produrre “bilanci del carbonio” ogni quinquennio, stabilendo tetti di emissioni per ogni settore dell’economia francese.

Novità anche dal punto di vista fiscale, con una carbon tax introdotta nel 2014 che dovrà aumentare  dai 22 euro a tonnellata del 2016 ai 56 euro del 2020, fino ai 100 euro previsti al 2030.

Adesso si attende la pubblicazione dei decreti attuativi per novembre, e secondo quanto ha promesso il Ministro dell’Ambiente, Ségolène Royal, verranno creati 100 mila posti di lavoro nel prossimo triennio nel settore delle energie rinnovabili. Verranno stanziati, inoltre, 10 miliardi di euro in aiuti statali sotto forma di detrazioni, prestiti a tasso zero o agevolazioni per gli interventi di efficientamento energetico degli immobili o la sostituzione di automobili diesel con auto elettriche.



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