Verso il 2020: l’Italia si prepara ad investire nella mobilità elettrica

Di , scritto il 03 Marzo 2015

Alke_verso-il-2020_Italia-si-prepara-ad-investire-nella-mobilita-elettricaOggi sempre più persone sono consapevoli del fatto che i mezzi elettrici, oltre a non inquinare, sono silenziosi, comodi da guidare e capaci di garantire costi di manutenzione e di rifornimento molto convenienti rispetto ai mezzi di trasporto convenzionali.

Tuttavia, a differenza di altri paesi europei dove i veicoli elettrici si sono molto diffusi nell’ultimo decennio, in Italia questi mezzi rappresentano ancora una fetta irrisoria del mercato automobilistico, con immatricolazioni che non superano le 800 unità/anno e un numero complessivo di circa 53.000 unità circolanti attualmente.

L’attuazione di una buona politica di incentivazione che favorisca l’acquisto e l’utilizzo dei mezzi elettrici sembra essere l’unica strada da percorrere per incrementare nei prossimi anni la vendita dei veicoli elettrici anche nel nostro paese. Va notato che i paesi dove i mezzi elettrici sono più diffusi sono quelli dotati di una buon numero d’infrastrutture di ricarica, che permettono di rispondere adeguatamente alle esigenze dei veicoli elettrici. Sotto questo punto di vista va riconosciuto che l’Italia si trova notevolmente indietro, contando circa 635 punti di ricarica, dislocati in 74 province sul territorio, ma concentrati principalmente in città come Firenze, Roma e Milano.

In base alle ultime previsioni, il quantitativo totale di vetture circolanti entro il 2030 raddoppierà, passando dagli attuali 800 milioni di unità a ben 1,6 miliardi di mezzi. Per questo, tutti i paesi europei dovranno adottare dei progetti comuni che promuovano l’erogazione di investimenti di tipo pubblico e privato atti a migliorare le tecnologie attuali e alla realizzazione di adeguate infrastrutture. Inoltre, oltre ad attuare dei programmi a livello nazionale, sarà necessario che i vari stati collaborino attivamente con le nazioni confinati, per garantire la creazione di una rete d’infrastrutture ininterrotta. Tale rete dovrà essere realizzata considerando anche il rapporto con la rete elettrica esistente. Più precisamente, sarà opportuno munire i punti di ricarica di contatori intelligenti, tenendo conto del fatto che i propri mezzi elettrici si potranno ricaricare quando la domanda di energia elettrica sarà bassa, mentre potranno immettere nella rete l’elettricità presente nelle batterie quando la domanda di energia sarà maggiore (favorendo un utilizzo dell’elettricità più coerente e evitando eventuali sovraccarichi).

E l’Italia?

Anche l’Italia si sta finalmente muovendo per favorire in maniera decisa la realizzazione di una vera mobilità alternativa. Lo scorso 2 dicembre, infatti, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha approvato il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici. Questo prevede l’investimento di ben 47 milioni e mezzo di euro, che saranno impiegati per sovvenzionare l’acquisto e il montaggio di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. Gli obbiettivi finali del piano saranno i seguenti: favorire l’installazione di una quantità sufficiente di punti di ricarica pubblici e privati, sostenere la diffusione dei veicoli elettrici, stabilire degli standard tecnologici e definire una vera e propria politica a sostegno della mobilità elettrica. Inoltre, il piano nazionale prevede che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas definisca delle tariffe differenti, e soprattutto più convenienti, per il consumo dell’elettricità riservata alla ricarica dei mezzi elettrici rispetto a quelle stabilite per le altre tipologie di consumi.

Per favorire concretamente la diffusione dei veicoli elettrici sono stati inoltre previsti alcuni incentivi governativi. Più precisamente, i veicoli per cui sono previsti tali contributi dovranno garantire un’emissione di anidride carbonica non superiore ai 120 g/km (nel caso di imprese che rottameranno in cambio un vecchio veicolo) e di 95 o di 50 g/km nel caso di soggetti privati o di aziende.

Grazie anche alle misure appena descritte, si prevede per gli anni a venire un vero e proprio boom di vendita di vetture elettriche, che per il 2020 dovrebbero arrivare a 3,8 milioni, contribuendo a ridurre notevolmente il quantitativo di anidride carbonica presente nell’atmosfera.

Fonte: Alkè Veicoli Elettrici


1 commento su “Verso il 2020: l’Italia si prepara ad investire nella mobilità elettrica”
  1. Alkè ha detto:

    L’investimento Italiano nei veicoli elettrici è notevole e segue in modo lungimirante quello che è un mercato e un trend in crescita. Sempre di più aumenta la diffusione di veicoli elettrici, di conseguenza sempre maggiore è la necessità di stazioni di servizio. Innumerevoli sono i benefici ambientali e, ad oggi, enormi anche i confort per il guidatore che non si trova più vincolato negli orari di circolazione e si trova a maneggiare un auto facile e dinamica che nulla ha da invidiare alle cugine a motore. Che dopo le colonnine l’Italia doppi la Svezia con autobus elettrici?


Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2019, P.IVA 01264890052
SoloEcologia.it – Il blog sull'ecologia e l'ambiente supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009