Nuova normativa sulla sostenibilità ambientale degli edifici

Di , scritto il 26 Luglio 2016

casa passivaL’Ente Italiano di Normazione ha recentemente aggiornato e ripubblicato la normativa dedicata a “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni – Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità” per gli edifici residenziali (UNI/PdR 13:2015). L’aggiornamento si è reso necessario dopo la definizione di nuove linee guida per la certificazione energetica degli edifici, l’introduzione di specifiche metodologie di calcolo delle prestazioni e requisiti minimi oltre che l’impiego di schemi per la relazione tecnica di progetto.

In particolare il comitato tecnico è tenuto a formulare verifiche sulla sostenibilità delle opere formulando un giudizio sintetico sulla performance globale di un edificio a cui viene assegnato un punteggio indicativo del livello di sostenibilità ambientale. I criteri per l’assegnazione del punteggio sono:

  • qualità del sito,
  • consumo di risorse,
  • carichi ambientali,
  • qualità ambientale indoor,
  • qualità del servizio.

La conformità delle costruzioni ai requisiti di sostenibilità della Prassi di Riferimento UNI/PdR 13:2015 viene certificata solo dagli organismi di ispezione accreditati secondo il Regolamento Accredia RT-33. Ne sono al momento interessati solo gli edifici residenziali, ma a breve lo saranno anche quelli non residenziali. Si tratta dunque di nuove regole per la definizione della qualità degli edifici e la loro capacità ad esempio di far risparmiare energia elettrica, ma non solo. Entra in gioco infatti sempre più anche la sensibilità ambientale. Si pensi ad esempio al raffreddamento degli ambienti e all’enorme impiego di energia negli edifici di vecchia concezione per raggiungere un grado soddisfacente. Da una rapida comparazione su SosTariffe.it emerge che i costi dovuti all’impiego di alcuni elettrodomestici piuttosto che altri possono far lievitare la bolletta energetica. In alcuni casi la “conformazione” dell’edificio va ad intaccare profondamente l’entità di questa spesa. Il condizionatore ad esempio, più di tutti, risente della bontà o mancata bontà costruttiva dell’edificio. Tanto è vero che nelle nuove costruzioni, dove l’indice qualitativo è superiore questo elettrodomestico può essere usato in maniera certamente più limitata.

Il nuovo registro ITACA
Per la certificazione viene usato il nuovo Registro Nazionale ITACA. Si tratta di una piattaforma informatica grazie alla quale è possibile monitorare processi, verificare la conformità dei progetti e la realizzazione degli edifici. Grazie al sistema è possibile gestire l’invio dei dati riguardanti l’attività d’ispezione; verificare e validare i rapporti d’ispezione; rilasciare attestati finali e la formazione della banca dati nazionale.

Il Presidente di ACCREDIA, Giuseppe Rossi conferma: “Con questo aggiornamento normativo si conferma e si rafforza la collaborazione tra normazione tecnica, accreditamento e Pubblica Amministrazione per assicurare l’affidabilità delle certificazioni, anche nel settore delle costruzioni, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda di qualificazione del mercato secondo i principi della sostenibilità energetica e ambientale. Principi che lo stesso Legislatore ha ribadito come prioritari per le politiche di sostenibilità del Paese nelle recenti normative relative al Collegato ambientale e al Codice degli Appalti”.

Fa eco Anna Casini, Presidente di ITACA: “Con i nuovi strumenti elaborati ed aggiornati da UNI ed ITACA a supporto degli operatori economici e delle amministrazioni possiamo considerare pienamente operativo il Regolamento RT 33 di Accredia in ordine al sistema di accreditamento e certificazione della sostenibilità energetica e ambientale degli edifici. Il mercato delle costruzioni, settore che impatta notevolmente sulla questione ambientale, ha necessità di un cambio di direzione. A tal fine UNI, ITACA ed ACCREDIA hanno intrapreso un percorso comune per favorire un processo di qualificazione del patrimonio edilizio con criteri prestazionali di sostenibilità ambientale”.


2 commenti su “Nuova normativa sulla sostenibilità ambientale degli edifici”
  1. […] In Italia, per incentivare i cittadini a rinnovare o adeguare i vecchi sistemi energetici con delle soluzioni green, e quindi a ridotto impatto ambientale, è stato disposto anche un piano di agevolazioni fiscali che consente di ridurre le spese sostenute per realizzare i vari tipi di interventi. Gli Ecobonus, rinnovati anche per i prossimi tre anni, ovvero dal 2017 fino al 2019, consentiranno di avvalersi delle detrazioni fiscali fino al 65% per tutti quegli interventi mirati ad ottimizzare l’impiego delle risorse energetiche, favorire l’uso delle risorse rinnovabili e quindi migliorare il livello di efficienza energetica della propria abitazione o edificio, come previsto dalla nuova normativa sulla sostenibilità ambientale degli edifici. […]

  2. […] In Italia, per incentivare i cittadini a rinnovare o adeguare i vecchi sistemi energetici con delle soluzioni green, e quindi a ridotto impatto ambientale, è stato disposto anche un piano di agevolazioni fiscali che consente di ridurre le spese sostenute per realizzare i vari tipi di interventi. Gli Ecobonus, rinnovati anche per i prossimi tre anni, ovvero dal 2017 fino al 2019, consentiranno di avvalersi delle detrazioni fiscali fino al 65% per tutti quegli interventi mirati ad ottimizzare l’impiego delle risorse energetiche, favorire l’uso delle risorse rinnovabili e quindi migliorare il livello di efficienza energetica della propria abitazione o edificio, come previsto dalla nuova normativa sulla sostenibilità ambientale degli edifici. […]


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