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A che punto siamo con il vino biologico?

07 Giugno 2011 alle 08:37 scritto da Nicoletta

Come ogni altro comparto dell’industria agroalimentare, anche il settore del vino biologico ha buone prospettive di sviluppo, anche se per il momento manca ancora un regolamento comunitario che sgombri il campo da ogni ambiguità.

Probabilmente, almeno fino alla fine del 2012 resteremo in una fase transitoria in cui è possibile per i produttori mantenere la dicitura “uve da agricoltura biologica” per il vino prodotto con uve rispondenti a determinate caratteristiche raccolte nelle campagne 2010-2011 e 2011-2012.

La Coldiretti chiede però da tempo che si predisponga un disciplinare italiano che consenta di offrire al mercato vini biologici di eccellenza, ottenuti senza l’impiego di solfiti o con dosi limitate di essi.

Del resto, negli ultimi decenni è stato ampiamente dimostrato che i vigneti possono essere coltivati anche senza fertilizzanti, pesticidi o diserbanti chimici e senza fitosanitari di sintesi.

La viticoltura biologica impiega invece compost e letame come concimi. Fa anche uso di zolfo o sali di rame come anticrittogamici, ma in dosi estremamente contenute.

Una delle aziende più all’avanguardia nella produzione di sostanze a base vegetale, prive di molecole di sintesi per l’enologia è la svizzera GEOLIFE, di cui abbiamo parlato tempo fa.

Il portale di riferimento per tutti coloro che sono interessati alla produzione e all’acquisto di vino “green” è invece sicuramente Vino-Biologico.it.

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