Sfruttare il calore di condensazione: ecco perché sono preferibili le caldaie di ultima generazione

Di , scritto il 05 Maggio 2017

Nelle caldaie tradizionali i fumi della combustione fuoriescono a una temperatura molto alta, superiore a quella di condensazione, perché lo scambiatore non è fatto per resistere all’acidità della condensa stessa. Si tratta però di indubbiamente di un deplorevole spreco, costoso e dannoso per l’ambiente. Per fortuna a qualche ingegnere è venuto in mente di sottrarre questo calore residuo contenuto nei fumi trasmettendolo all’acqua in circolazione nell’impianto. Il funzionamento delle caldaie a condensazione è basato proprio su questo principio: si sottrae calore ai fumi raffreddandoli sotto il cosiddetto “punto di rugiada”. In questo modo il calore di condensazione viene trasferito all’acqua mentre i fumi escono ad una temperatura notevolmente più bassa delle caldaie tradizionali.

Per questo motivo conviene installare caldaie a condensazione in classe A: consentono di risparmiare in bolletta rispetto alle caldaie in classe B o di vecchia generazione. Inoltre, la combustione stessa è più efficiente, miscelando la corretta quantità di gas ed aria, e tali caldaie consentono di inquinare di meno. In sostanza, rendimento termico superiore è garantito proprio da questo sfruttamento del calore residuo dei fumi di scarico, che nelle caldaie più tradizionali viene invece soltanto disperso nell’ambiente.

A questo proposito le caldaie a condensazione murali Ariston della gamma Genus Premium rappresentano i modelli più efficienti della gamma di caldaie a condensazione dell’importante azienda. Sono dotate delle funzione AUTO, che adatta in automatico il funzionamento dell’impianto in base alle reali esigenze dell’impianto. Il risparmio energetico può così salire fino al 40%* installando la caldaia Genus Premium NET, che comprende anche la connettività Ariston NET.

Anche le caldaie a condensazione devono però essere gestite in maniera razionale per fornire il massimo rendimento possibile. Sono due i fattori di importanza capitale in questo senso: la termoregolazione e una corretta regolazione dei parametri della caldaia stessa. Un altro accorgimento importate per migliorare le prestazioni di una caldaia è il miglioramento della coibentazione verso l’esterno (ad esempio, con superfici vetrate ben isolate, un cappotto termico sull’edificio ecc.). Anche il posizionamento dei radiatori deve essere idoneo allo scambio termico: non vanno quindi piazzati dietro porte, all’interno di mobili o nascosti da tendaggi lunghi.

 

*Confronto tra una caldaia convenzionale senza cronotermostato o con una programmazione costante della temperatura e una a condensazione con funzione auto attiva, sonda esterna e controllata da Ariston NET. Il calcolo del risparmio si basa su un fabbisogno annuo medio per una casa monofamiliare di 100 mq con radiatori in classe F situata a Milano



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