Perché è fondamentale la stagionalità nell’acquisto dei cibi

Di , scritto il 04 Agosto 2010

L’agricoltura moderna e la globalizzazione crescente ci hanno portati ad assumere una cattiva abitudine: acquistare e consumare qualunque tipo di frutta e verdura nel corso di tutto l’anno. Prodotti ortofrutticoli provenienti da coltivazione e/o maturazione artificiali oppure paesi lontanissimi dal nostro compaiono infatti regolarmente sui banchi di mercati e supermercati: ciliegie e mirtilli provenienti dal Cile a Natale, finocchi ad agosto, mele apparentemente freschissime in tarda primavera, melanzane e peperoni a gennaio, quando magari fuori ci sono 20 centimetri di neve ecc.

La prima banale conseguenza di questo modo di commercializzare i prodotti agroalimentari è che ben pochi ormai sanno esattamente quale sia il periodo in cui un determinato alimento è ‘di stagione’. Ma questo non sarebbe nulla rispetto agli altri svantaggi che comporta aver dimenticato il principio della stagionalità:
* Gli alimenti che scegliamo di consumare sono insapori e di bassa qualità nutritiva (soprattutto perdono l’apporto in vitamine).
* Gli alimenti importati possono provenire da paesi in cui non sono in vigore le severe normative adottate dall’UE in materia alimentare e possono contenere sostanze tossiche.
* I prodotti coltivati in serra sono spesso mantenuti al caldo grazie a un riscaldamento artificiale che implica un enorme consumo di derivati del petrolio.
* I prodotti importati da paesi lontani richiedono enorme dispendio di energia per il loro trasporto (i kiwi della Nuova Zelanda, per quanto squisiti, sono a 24 ore di aereo dall’Italia!)

Invece il rispetto della stagionalità ha enormi vantaggi:
* I prodotti possiedono il massimo livello di nutrienti (vitamine e sali minerali) e i massimi livelli di fragranza e appetibilità.
* Minore spesa perché le primizie o le tardizie costano molto più del dovuto.
* Maggiore resa: la verdura acquistata nella stagione giusta contiene meno acqua e in ultima analisi rende assai di più di quella coltivata in serra.

E dobbiamo considerarci fortunati a vivere in un paese come l’Italia, dove il clima temperato, la biodiversità e la tradizione agricola permettono al consumatori di avere ogni mese una vasta scelta di alimenti che rispondono pienamente alle esigenze del palato e forniscono la possibilità di un’alimentazione variata – proprio quella che garantisce il giusto apporto di vitamine e sali minerali atti a evitare pericolose patologie. Una buona regola data dai nutrizionisti per mantenersi in forma è infatti quella che invita a consumare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdura fresca di cinque colori diversi (verde, bianco, blu/viola, rosso, giallo/arancione) e tassativamente di stagione.

Se alla stagionalità associamo un’attenzione alla provenienza geografica di frutta e verdura, ancora meglio. I prodotti locali, ‘a kilometri zero’ nuocciono meno all’ambiente, perché non richiedono lunghe fasi di trasporto e stoccaggio.

Per imparare o ripassare le nostre nozioni su quali sono i prodotti di stagione da consumare vale assolutamente la pena di consultare o stampare apposite tabelle della stagionalità di frutta, verdura e pesce, come questa che abbiamo fotografato dal sito www.buonaidea.it.



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