Covergel: col sole stai fresco

Di , scritto il 03 Settembre 2017

Il disastro climatico che progressivamente di anno in anno, di giorno in giorno stiamo patendo, deriva per gran parte dall’uso dei combustibili fossili. Uso che non riusciamo purtroppo a contrastare per mancanza di soluzioni alternative ecologicamente valide ed economicamente vantaggiose.

Con essi infatti produciamo gran parte degli isolanti tradizionali e gran parte dell’energia elettrica che ci serve, in un circolo vizioso che potrà essere interrotto solo con un salto fuori dagli schemi perché se non arriviamo ad usare meno condizionatori per raffrescarsi, noi continueremo a buttare nell’ambiente ancora più calore aumentando esponenzialmente il global warming.

Bisogna quindi passare al recupero non solo dei materiali ma anche ad un recycling delle idee immolate sull’altare del consumismo.

Nel passato si recuperava l’acqua meteorica, si creavano stagni di rugiada, ci si raffrescava con i sistemi evaporativi (vedi torri del vento). Ma tutto ciò non da profitto alle multinazionali e per questo è stato dimenticato.

Fino ad oggi nel campo dell’isolamento estivo sono stati prodotti materiali che cercano soltanto di rallentare ed attenuare il calore che cerca di entrare nell’involucro edilizio; Covergel, una start up innovativa, ha invece brevettato un nuovo tipo di pacchetto isolante che, oltre a smorzare l’onda termica, permette di abbassare la temperatura degli ambienti interni come farebbe un comune climatizzatore, tutto questo grazie all’elemento naturale più comune: l’acqua.

Le proprietà di questa soluzione sono infatti dovute all’utilizzo di un gel super assorbente, dal funzionamento naturale e spontaneo, il quale trattiene l’acqua meteorica e la rugiada per farla successivamente evaporare con il solo ausilio di aria e sole.

Così facendo viene sfruttato il beneficio dell’endotermia data dall’evaporazione dell’acqua, ovvero l’assorbimento di energia che le molecole utilizzano per passare dallo stato liquido a quello gassoso prelevandola da ciò con cui sta a contatto.

In questo modo ha luogo il raffrescamento evaporativo: nel momento in cui l’acqua, riscaldata dalla radiazione solare, comincia ad evaporare assorbe circa 2131J/g (calore latente di evaporazione), a differenza dei 333J/g (calore latente di fusione) che assorbe il ghiaccio per fondere, dimostrando, al contrario di quanto possiamo pensare, che l’acqua in evaporazione raffresca più del ghiaccio e anche più a lungo.

Per meglio comprendere basta pensare che questo è lo stesso meccanismo utilizzato dal nostro corpo per regolare la sua temperatura, infatti sudando non facciamo altro che depositare sulla nostra pelle acqua, la quale comincia subito ad evaporare assorbendo il calore in eccesso.

Questo nuovo tipo di isolante presenta due diversi comportamenti, in relazione alla temperatura ambientale esterna, chiamati convenzionalmente FASE PASSIVA e FASE ATTIVA.

La FASE PASSIVA corrisponde al range di temperatura compreso tra i +6°C e i +25°C in cui prevalgono le caratteristiche di elevata effusività e bassa diffusività del gel rispetto ai maggiori competitors nel campo dell’isolamento come fibra di legno ed EXP, rappresentando quindi un ottimo isolante anche senza il raffrescamento evaporativo, soprattutto se pensiamo che bastano pochi centimetri di gel per eguagliare i materiali sopra citati.

Valori di diffusività per alcuni materiali isolanti:

  • gel: varia tra 1,3-2,8×10-7 m2/s
  • fibra di legno: 5×10-7 m2/s
  • EXP: 8×10-7 m2/s

 

Valori di effusività per alcuni materiali isolanti:

  • gel: 1442 J/s1/2m2K
  • fibra di legno: 82 J/s1/2m2K
  • EXP: 40 J/s1/2m2K

In questa fase il gel assorbe il calore che dall’esterno cerca di entrare nell’edificio “nascondendolo’’ sotto forma di calore latente per cercare di far evaporare l’acqua presente all’interno della propria struttura molecolare. Questa caratteristica, in condizioni d’applicazione ideali, fa sì che la temperatura interna non superi quasi mai quella esterna in quanto il calore non riesce a raggiungere gli ambienti interni a causa della presenza del gel e dell’acqua.

La FASE ATTIVA invece entra in gioco con una temperatura superiore ai +26°C, temperatura oltre la quale si cominciano a sentire gli effetti benefici del raffrescamento evaporativo, il quale ha luogo grazie al sole che, irradiando il gel, fornisce energia termica all’acqua presente al suo interno che evapora, impedendo così al calore di raggiungere l’ambiente interno ed allo stesso tempo di asportare calore dallo stesso, ottenendo così dei flussi termici negativi.

I flussi termici negativi del pacchetto aperto dimostrano l’efficacia del raffrescamento evaporativo rispetto alle normali condizioni di isolamento.

 

Con questo metodo si riescono a togliere fino a 20°C dalla superficie con cui il gel viene a contatto, rappresentando quindi un sistema di raffrescamento a costo zero, e se pensiamo che per ogni grado asportato dall’ambiente da climatizzare risparmiamo fino al 7% sui consumi del climatizzatore, che solo in Italia assorbe 10 miliardi di Kw/h, allora questo nuovo isolante permette di ottenere anche un consistente risparmio economico che si aggira attorno ai 10 € risparmiati per ogni metro quadro di pannello utilizzato, riuscendo quindi a ripagarsi in circa 2 anni.

Si può notare la differenza tra le temperature, su lato esterno ed interno del gel, del pacchetto chiuso e del pacchetto evaporante nelle medesime condizioni, dimostrando inoltre gli effetti del raffrescamento evaporativo

 

Un’altra caratteristica fondamentale per l’isolamento estivo è lo sfasamento, ovvero quanto tempo impiega il picco di calore a farsi “sentire” all’interno dell’edificio; anche sotto questo aspetto il prodotto offerto da Covergel risulta essere molto competitivo, infatti se gli isolanti più comunemente utilizzati presentano i seguenti valori di sfasamento (riferito a 10cm di spessore):

  • – lana di roccia: 1-2 ore
  • – XPS: 45 min
  • – fibra di legno: 4-5 ore
  • – sughero: 2-3 ore

il pannello offerto da Covergel permette di ottenere un buon sfasamento con uno spessore di appena 8mm.

Grazie alle sue caratteristiche questo isolante presenta molteplici applicazioni; per esempio, il gel può essere collocato dentro un nido d’ape e posto sopra una copertura piana oppure essere intrappolato tra le maglie di un particolare tessuto e posizionato su una copertura inclinata, rappresentando una valida alternativa ai tetti ventilati, famosi per la facilità con cui propagano gli incendi e per come in inverno facciano circolare aria fredda, e ai tetti verdi, che devono essere costantemente curati. In questo modo si agisce sull’elemento edilizio che più di tutti risente della radiazione solare, ma non solo, infatti il gel può essere anche utilizzato per rivestire le pareti verticali.

Gli spessori ridotti di gel necessari per comporre il pannello permettono a quest’ultimo di essere utilizzato nelle ristrutturazioni, in particolar modo in quelle che riguardano gli edifici storici in cui non possono essere eseguite modifiche alla struttura già esistente.

Per dimostrare l’efficacia di questo nuovo isolante Covergel si è messa in gioco, realizzando il tetto della propria sede utilizzando per metà un comune isolante come la lana di roccia e per metà il rivoluzionario pannello da lei brevettato. Il test ha dato subito ottimi risultati, infatti i dati rilevati durante il mese di luglio indicano che la conducibilità del pannello contenente il gel è addirittura negativa (-0,012 W/mK), conseguenza dei flussi termici quasi costantemente negativi, inoltre, se lo sfasamento è comparabile (8mm gel – 40mm lana di roccia), l’attenuazione termica è sempre maggiore rispetto alla lana di roccia, permettendo quindi di ottenere una temperatura dell’ambiente interno sempre inferiore all’isolante comparato.

Sezione tetto della sede su cui è stato eseguito il test

 

Strati pannello brevettato da Covergel

 

Messa in posa del pannello

Questo nuovo isolante permette inoltre di salvaguardare l’ambiente, infatti, grazie al super assorbimento del gel, si riuscirebbero a mitigare le bombe d’acqua e a ridurre le isole di calore sia per la diminuzione di aria calda espulsa verso l’esterno che per la minor temperatura superficiale esterena.

Si pensi inoltre che la climatizzazione è responsabile del 10% di tutta la CO2 emessa nell’atmosfera (oltre gli altri gas nocivi come i CFC), inoltre, tagliare questa consistente fetta di emissioni, consentirebbe di evitare le ingenti sanzioni che siamo costretti a pagare a causa dei limiti imposti dall’Unione Europea.

Rappresentando un prodotto che permette di ridurre i consumi energetici, il pannello gode della detrazione fiscale del 65% e può ottenere il contributo dei certificati bianchi; esso inoltre è in linea con l’obbiettivo UE per il 2020: entro tale data si dovranno realizzare soltanto edifici NZEB (Near Zero Emission Building), ovvero case in cui quasi il 100% dell’energia consumata verrà ricavata da fonti rinnovabili, cosa prevista già da quest’anno per gli edifici pubblici.

Un’altra interessante applicazione del pannello è rappresentata dal fotovoltaico; è risaputo come il rendimento di tali pannelli diminuisca sensibilmente con l’aumentare della temperatura, quindi il gel rappresenta la soluzione ideale per allontanare il calore indesiderato e riuscire ad ottenere un incremento della produzione di elettricità che si aggira attorno al 30%.

Covergel offre quindi un prodotto economico, eco-sostenibile e versatile, che porta il benessere nelle nostre case trasformando l’involucro edilizio da problema a soluzione.

CONSUMARE MENO PER VIVERE MEGLIO

 



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