La rivincita del legno (anche nell’export)

Di , scritto il 02 Febbraio 2017

Si consolida a fine 2016 il trend della rivincita del legno avviato nell’anno precedente, che vede la crescita del comparto del legno nei suoi svariati usi nella moda e dell’arredo in Italia (grazie anche al bonus mobili che ha rafforzato il mercato interno). La sfida resta l’export, per rilanciare definitivamente le produzioni made-in-Italy di qualità.

Una prima boccata d’ossigeno era arrivata a fine 2015, quando il risultato dell’1% di crescita sul mercato interno aveva messo fine a un periodo di sette anni consecutivi di calo, che avevano portato il totale delle perdite accumulate addirittura a oltre il 40%. Dodici mesi dopo, la situazione è per fortuna migliorata, spegnendo anche i timori e le prudenze di chi vedeva nella ripresa solo un fuoco di paglia pronto a spegnersi alle prime difficoltà.

Per legno, style e arredo un biennio positivo
La moda negli ultimi anni ha molto apprezzato il legno. Tantissimi sono infatti gli oggetti lignei proposti dalle grandi case di moda, dalle borse agli orecchini, dai bracciali agli apprezzatissimi orologi in legno. Oltre alla moda c’è un altro settore in crescita, il comparto legno-arredo in Italia, settore che secondo gli ultimi dati elaborati da FederlegnoArredo ha conosciuto nel corso dell’anno appena concluso un aumento del 5% per l’intera filiera, con un andamento positivo di tutti i comparti e in particolare del segmento specifico dell’arredo. Il report di FLA si concentra sui primi nove mesi dell’anno, durante i quali le vendite in Italia hanno appunto visto una crescita interessante, che unita ai risultati sulle esportazioni (che nello stesso periodo sono aumentate circa del 2%) lasciano ben sperare per il futuro.

Migliora l’occupazione nel settore legno
Il 2016 è il secondo anno consecutivo di crescita complessiva della filiera, che ha visto anche un miglioramento sul fronte occupazionale: in realtà, i numeri sono ancora in negativo, ma dal –3% cento del 2015 si è arrivati quasi alla parità, con un –0,3%. Notizie positive sia per le aziende che per i circa 250.000 addetti diretti, che tra l’altro hanno nei mesi scorsi rinnovato il contratto nazionale.

Prodotti di qualità e bonus mobili
A spingere alla crescita c’è sicuramente una combinazione tra vari fattori, a cominciare dalla qualità dei prodotti nostrani e dalle innovazioni dalle aziende, come quelle proposte da Lg Lesmo e dalla sua linea di modelli di tavolo allungabile in grado di assecondare le tendenze del mercato e le esigenze dei clienti. Ma altrettanto decisivi sono stati i riscontri avuti sul mercato interno dal bonus mobili, come sottolinea anche il presidente di FLA Roberto Snaidero. Intervistato, lo definisce uno strumento “che ha dimostrato la sua efficacia e che non ha ancora esaurito la sua carica”, che a partire dal giugno 2013 (data di introduzione) e fino al dicembre 2015 è stato utilizzato da circa 540.000 persone, generando un volume di acquisti di arredo per un valore pari a circa 2,8 miliardi.

Il bonus nel 2017
Anche nel 2016 la quota di famiglie che ha usufruito del bonus è stata alta, in aumento del 20% cento sulla rilevazione precedente, grazie anche alla nuova formula per le giovani coppie (che è stata sganciata dalle ristrutturazioni) e al plafond elevato da 10.000 a 16.000 euro. Resta il rammarico per la decisione di non prorogare la formula, che è stata esclusa sia dalla nuova legge di Bilancio (che comunque rinnova anche per il 2017 il bonus “tradizionale”) sia dal Milleproroghe approvato a fine dicembre.

Il ruolo dell’export
Positivo, comunque, come già accennato, il ruolo delle vendite oltreconfine, che ormai sono tornate a raggiungere i livelli pre-crisi, con una quota superiore ai 14 miliardi per la filiera e maggiore di 12 per il solo arredamento; i mercati più dinamici per le esportazioni italiane sono quelli europei (dove arriva più della metà del made-in-Italy del settore) e in particolare Francia e Spagna: Ma vanno bene anche i mercati extracomunitari come Cina, Emirati Arabi e Stati Uniti. Infine, sono positive anche le previsioni per questo 2017, che secondo il sondaggio di FLA porterà a una crescita superiore almeno del 2 per cento rispetto all’anno scorso per il 78 per cento degli affiliati.



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